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Bossi: "Non mi riconosco in questa Lega, i meridionali sono più furbi e non votano Salvini"

La malattia con cui convive da anni non lo ha mai fatto desistere dal dire ciò che pensa. Lui, Umberto Bossi, il Senatùr, padre fondatore della Lega Nord, commenta il partito in cui oggi si trova paradossalmente minoranza.

La Lega è casa mia, l’ho costruita io, l’ho fatta io, ho dato la vita per un sogno. Ho il diritto di esprimere le mie idee, di fare delle valutazioni politiche, nel rispetto di tutti. Sono l’unico che dice quello che pensa, altri per convenienza preferiscono restare in silenzio e non parlano mai, non si espongono“.

Bossi, attualmente deputato a Montecitorio, in un’intervista a la Repubblica, fa chiaro riferimento a Matteo Salvini, colpevole – a sua detta – di aver snaturato la Lega. “Io sto con la Lega, non con Salvini“, sottolinea. “I segretari vanno e vengono. Il punto è che non mi riconosco in questa Lega, non ho mai capito questo volersi allargare al Sud dimenticando le nostre origini, noi che eravamo contro il centralismo e contro Roma. Quanto ci costano quei voti che vogliamo conquistare nel meridione? Il nostro popolo di riferimento poi si confonde. Il Nord ora non può essere di aiuto al Sud, non ci sono le condizioni, migliaia di aziende chiudono ogni anno. Non possiamo insegnare agli altri popoli ad autodeterminarsi se non lo sappiamo fare prima noi“.

I meridionali sono più furbi e non votano Salvini“, aggiunge in un’intervista al Messaggero.

Al sud non frega niente dell’immigrazione, i migranti sbarcano al sud e vengono al nord. Il mezzogiorno ha bisogno di posti di lavoro, vuole interventi per l’economia e per l’occupazione“. Sulla proposta di Berlusconi sulla legge elettorale: “Non mi piace“, dice Bossi, “ma a Berlusconi perdono anche gli sbagli“. Un’alleanza anche per la Lega di Salvini “con la legge di maggioranza sarà inevitabile”, sottolinea. “Certo non farebbe un accordo con il Movimento 5 Stelle, ma con Berlusconi. Alla fine prevarranno gli interessi. Se uno ha la forza va da solo, se non ce l’ha deve fare degli accordi. E la Lega non mi pare abbia la forza per andare da sola. Tutto dipenderà dalla legge elettorale. Se prevede il premio di maggioranza alla coalizione, la strada sarà quella dell’alleanza con Berlusconi“.

Otto Fiori

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