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INTERVISTA – Roberto Formigoni: "Su legge elettorale serve un forte impianto proporzionale"

Da quel lontano 1984, in cui rappresentò gli italiani col Movimento popolare al Parlamento europeo sancendo praticamente la sua ascesa politica, come è cambiata la politica, soprattutto nella comunicazione?

Oggi la politica è molto più debole, è stata attaccata e delegittimata, sia in Italia che a livello internazionale, soppiantata dalla finanza. La politica deve riguadagnare in dignità e in autorevolezza perché senza essa le società stanno peggio. I nuovi mezzi di comunicazione offrono possibilità in più ma non ne sostituiscono il cuore, il rapporto con la gente, con le famiglie e con i lavoratori. La base rimane il rapporto umano “one to one”, il politico vero è quello che consuma paia di scarpe per parlare direttamente con la gente. I nuovi mezzi di comunicazione, compresa la televisione, aiutano a far conoscere la persona, aiutano a far conoscere le tesi ma non si sostituiscono a questo. Guai al politico che pensa di ridursi tutto sui social, non ottengono molti risultati ma si uccide il valore vero della politica: il servizio alle persone.

Considerando che lei può vantare anche il “quattro volte Presidente della Regione Lombardia”, a distanza di più di trent’anni dal suo inizio nelle file della Dc, dove trova gli stimoli per fare ancora politica?

Proprio in quello che le dicevo prima, cioè nel concepirla come lo stare nella comunità, nel rapporto con le persone. Lo stimolo è sempre venuto da questo. La politica non è affatto facile, devi avere nervi saldi poiché più diventi importante e assumi responsabilità, più devi attenderti agguati e attacchi ingiustificati, a volte strumentali. E’ capitato a me ed è capitato ad altri. La lotta politica dovrebbe essere condotta con la forza delle idee, io non ho mai condotto attacchi personali per delegittimare l’avversario.

Cosa ne pensa delle recenti vicende in cui la magistratura è stata protagonista della politica nazionale?

Ritengo importante che ognuno faccia il suo mestiere, la magistratura deve perseguire reati ma non può pensare mai di sostituirsi alla politica. Auspico che tra le due ci sia rispetto e ognuno stia nei propri limiti. Io ho subito 14 processi da quando sono Presidente di regione, sono uscito assolto da tutti e solo al 15esimo sono riusciti a ottenere una mia condanna. Erano infondati i processi precedenti ed è infondato anche questo. Sono sicuro che otterrò il pieno riconoscimento delle mie ragioni. Mi sono sempre difeso nella sede dei processi e di fronte all’opinione pubblica spiegando ampiamente cosa avevo fatto e cosa non avevo fatto. Voglio dire quello che mi rende orgoglioso è che nonostante tutti gli attacchi e il fango che ho subito sono sempre stato rieletto, la gente ha dimostrato di credere a me.

Attualmente è Presidente della IX° Commissione Agricoltura in Senato e membro del gruppo ‘Alternativa Popolare – centristi per l’Europa’. Le chiedo, brevemente, quali obiettivi significativi avete raggiunto in questa XVII° legislatura con la commissione che presiede e i prossimi – imminenti – che vi siete prefissati col partito a guida Alfano – Casini

In Commissione abbiamo cercato di dare una mano a un settore che era in forte sofferenza ma che in questi anni è molto cresciuto. La reputazione del prodotto tipico italiano all’estero è cresciuta moltissimo, anche grazie all’Expo che è stata un’altra delle opere a cui ho contribuito da protagonista. C’è stato un aumento dell’export molto consistente, è un settore che sta ottenendo grandi successi. La politica ha dato una mano per esempio grazie alle leggi sul vino e l’Italia è diventata la prima esportatrice del settore. Per quanto riguarda Alternativa Popolare, noi siamo una forza moderata che si rifà al Partito Popolare Europeo e non intende confondersi né con la sinistra né con col Partito Democratico né con la destra estremista “alla Salvini”. Abbiamo collaborato e stiamo collaborando con il PD al governo ma in una legislatura dove non ci sono stati vincitori alle politiche. Ora ci preparazione per le elezioni dove ci presenteremo con le bandiere del Partito Popolare europeo in forma autonoma con coloro che credono nei valori del popolarismo europeo.

Leggo un suo tweet del 18 maggio riferito a Renzi sulla legge elettorale. Matteo #staisereno?

La proposta del Pd alla Camera non passerà al Senato, sembra se ne sia accorto anche Renzi che ha aperto una fase ulteriore di discussione. L’Italia ha bisogno di una legge elettorale che abbia un ampio consenso, inviterei Renzi a non cercare accordi separati. Il primo va cercato all’interno della maggioranza, avendo collaborato per quattro anni. Una volta trovato quello possiamo provare a estenderlo. Occorre una legge omogenea tra Camera e Senato che dia una stessa maggioranza e soprattutto in una situazione attuale di tripolarismo occorre una legge a forte impianto proporzionale, il cittadino vuole essere rappresentato in parlamento da chi la pensa come lui.

E il suo ruolo nel futuro politico?

E’ una riflessione che ancora non ho fatto, ma continuerò a dare il mio contributo. Ho iniziato nel 1984 e ho fatto tutte le esperienze sempre accompagnato da un grande consenso popolare, quindi parlerò con i miei elettori. Se mi vorranno ancora continuerò, non ho perso un grammo di energia. Le elezioni non sono dietro l’angolo, c’è tempo per un confronto.

 

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