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Governo, l'informativa urgente di Galletti sull'emergenza incendi

Una “gravissima recrudescenza” dei roghi di origine dolosa, facilitata dalla siccità e dal gran caldo di questa estate, sono i principali motivi alla base dell’emergenza incendi che sta colpendo duramente l’Italia. Lo ha rilevato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, nell’informativa resa oggi alla Camera sulla situazione.

I dati diffusi nelle scorse ore dal Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio – ha esordito Galletti – spiegano in maniera esaustiva l’eccezionalità e la complessità della situazione che ci troviamo a fronteggiare: dal 10 al 17 luglio sono stati richiesti oltre un terzo degli interventi anti-incendio dall’inizio dell’anno. Oltre 300 in una settimana e oltre 950 dall’inizio dell’anno. La cifra più alta dal 2007 a oggi. È dunque una situazione particolarmente critica per due ordini di motivi”.

“Da un lato – ha spiegato – abbiamo la forte siccità che sta caratterizzando la stagione estiva, con temperature al di sopra della media e una ventilazione che favorisce il propagarsi degli incendi. Dall’altro lato c’è la gravissima recrudescenza di episodi dolosi, che rappresentano la stragrande maggioranza delle cause degli incendi che ancora oggi siamo chiamati a fronteggiare. Di fronte a questo insopportabile crimine contro la natura e contro ognuno di noi stiamo mettendo in campo tutte le azioni e tutto il personale – Esercito compreso – disponibile“.

Serve però – ha sottolineato il ministro – anche una fortissima azione repressiva contro i piromani, per la quale oggi Forze dell’Ordine e Magistratura dispongono di una normativa più adeguata, grazie proprio al lavoro del Parlamento. gallettiLa recente legge sugli Ecoreati ha infatti introdotto strumenti attesi da decenni contro chi fa scempio dell’ambiente. La legge ha introdotto, tra le varie novità, il reato di ‘disastro ambientale’, la cui pena è la reclusione da 5 a 15 anni. In questa fattispecie può rientrare anche l’incendio boschivo. Con la ‘aggravante ambientale’ dell’art. 452-novies è, inoltre, possibile un inasprimento della pena da un terzo alla metà (quando il reato riguarda i delitti ambientali). Questo vuol dire che un piromane può essere condannato a una pena di oltre 20 anni di reclusione. Una pena che io ritengo assolutamente adeguata, data la gravità del danno che quanti appiccano un incendio, specie se in un’area protetta, determina per la collettività

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