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“La città accessibile, oltre le barriere”, svolto il convegno di Ileana Argentin

“Continuare a parlare di barriere e a denunciare la loro presenza è l’unico modo per sconfiggerle”. Questo il pensiero della deputata del Pd Ileana Argentin che, al termine della legislatura, ha deciso di organizzare il convegno “La città accessibile, oltre le barriere”. 

“I governi Renzi e Gentiloni – le sue parole – hanno dato risposte alla disabilità: basti pensare, tra le tante, alla legge sul ‘Dopo di noi’, alle linee guida sull’autismo, alla riforma del Terzo Settore e all’approvazione della mia mozione sui parchi giochi inclusivi. Sulle barriere – architettoniche e culturali – c’è però ancora molto da fare”.

Obiettivo dell’incontro: delineare i paradigmi e i presupposti di una città inclusiva, in cui tutti i cittadini possano godere di beni e servizi e focalizzare, così come farebbe un Osservatorio, la situazione attuale e quelle che dovranno essere le migliorie per il futuro.

“Le barriere – prosegue l’onorevole Argentin – vengono strumentalizzate dai politici di turno: si tagliano grandi nastri quando si inaugura una rampa o si toglie un gradino, ma di fatto queste rimangono presenti anche nei posti più inaspettati, come gli studi medici”.

Esperti del settore e uomini delle associazioni di disabili sono le figure che l’onorevole Argentin ha voluto con sé al tavolo dei relatori: gli architetti Tommaso Empler e Matteo Clemente; il presidente della Consulta Cittadina Permanente di Roma sui problemi delle Persone Handicappate, Umberto Emberti Gialloreti; l’avvocato Giulio Nardone, presidente di ADV, Associazione Disabili Visivi Onlus.

Tema centrale del convegno quello che riguarda lo Universal Design (Progettazione Universale), battaglia ormai decennale dell’onorevole Argentin: “La mia proposta di legge – ancora le sue parole – che presento ormai senza successo da due legislature, prevede che gli  studenti di oggi – architetti, ingegneri e tecnici di domani – imparino in scuole e università a progettare finalmente edifici e strutture senza barriere architettoniche, sanzionando nel modo opportuno chi dovesse invece progettare ancora con le barriere”.

“La città accessibile – aggiunge poi Matteo Clemente – è una città, dove tutte le persone possono muoversi nello spazio urbano, usufruire dei servizi pubblici, avere accesso alle informazioni e partecipare alla vita collettiva in maniera equa, democratica e senza discriminazioni”. Per Tommaso Empler, inoltre, lo Universal Design va inteso come “superamento delle barriere architettoniche e culturali, che significa individuare nuovi e diversi paradigmi progettuali: non più progettare per eliminare gli errori progettuali commessi da chi ci ha preceduto (e quindi creato delle barriere), ma individuare i requisiti che gli oggetti e gli spazi devono possedere per essere fruiti da tutti”.

Altro argomento principale del convegno, quello relativo alla mozione sui parchi giochi inclusivi per i bambini, proposta da Ileana Argentin e votata dalla Camera lo scorso 5 dicembre“Finalmente – conclude l’onorevole –  potremo vedere nei parchi giochi, anche delle scuole, uno scivolo con qualche riferimento strutturale in più per i bimbi non vedenti, o un’altalena con pedana, dove i bambini in carrozzina e normodotati potranno dondolare insieme: tutto questo non dovrà farci paura, ma inorgoglirci”.

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