“Non penso che fu un errore negare la trattativa con le Brigate rosse durante il rapimento di Aldo Moro”.
Così lo storico esponente del Partito comunista Emanuele Macaluso, commenta la vicenda nel giorno del 40º anniversario della morte del presidente della Democrazia cristiana.
“La fermezza fu dettata da un fatto politico – continua – Pertini probabilmente spiegó meglio di tutti che aprire una trattativa poteva tradursi in una legittimazione di una forza estremista che voleva rovesciare la democrazia in Italia con la forza“.
Per Macaluso il no alla trattativa con i sequestratori non fu un errore “perché le Br furono sconfitte poi e anche la reazione che ci fu nella classe operaia, che non cedette alla lotta armata, testimonió il loro fallimento“.
E sempre Emanuele Macaluso, stamattina ospite di ‘Non stop news’ in onda su Rtl 102.5, si è fatto notare per un accenno sull’attuale politica italiana non certo “morbido”:
“La Repubblica italiana non è malata ma è in una situazione drammatica: c’è un crollo della classe dirigente politico e culturale. La classe dirigente di governo e opposizione negli anni passati annoverava Moro, Fanfani, De Gasperi, e all’opposizione c’erano Amendola, Togliatti, Berlinguer, Pertini. Oggi la classe dirigente è rozza e incolta. La situazione è devastante“.
