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Da Ciampi a Conte, i premier senza 'passare' per le urne.

Da Carlo Azeglio Ciampi a Giuseppe Conte. Se il giurista e professore di diritto, indicato da Luigi Di Maio e Matteo Salvini alla guida del futuro governo giallo-verde, otterrà l’incarico e giurerà davanti al presidente della Repubblica, diventerà il sesto presidente del Consiglio ‘extra Parlamento’, ovvero non eletto deputato o senatore nelle elezioni politiche precedenti alla nascita dell’esecutivo in 25 anni di storia politica italiana.

Il primo premier italiano che arriva a palazzo Chigi senza passare prima dalle urne è Carlo Azeglio Ciampi nel 1993. L’ex governatore della Banca d’Italia viene nominato dal presidente della Repubblica in un momento delicato e particolare della vita politica italiana: è infatti scoppiata Tangentopoli, che ha coinvolto i più grandi e storici partiti tradizionali, ingenerando nell’opinione pubblica una forte sfiducia verso la politica e gli stessi partiti. Ciampi resta in carica fino al 1994, quando vince per la prima volta le elezioni Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi. Il secondo premier non eletto dagli italiani in Parlamento è Lamberto Dini nel 1995. Già chiamato da Berlusconi a far parte della sua squadra come titolare del ministero dell’Economia, Dini viene nominato premier dall’allora presidente della repubblica Scalfaro e dà vita ad un governo composto esclusivamente da ministri e sottosegretari tecnici e non parlamentari.

Passano 5 anni, in cui si succedono dopo Dini i governi Prodi e D’Alema (entrambi eletti in Parlamento), e arriva un nuovo premier che non ha ottenuto il voto degli elettori: Giuliano Amato, che guiderà l’esecutivo per circa un anno (da aprile del 2000 a giugno del 2001). Il ‘professor Sottile’ è premier per la seconda volta, ma nell’ultima occasione non è parlamentare. Bisogna attendere poi il novembre del 2011 per avere un altro presidente del Consiglio non eletto: è Mario Monti, che succede a Berlusconi (è il quarto governo guidato dal Cavaliere) dopo le dimissioni a seguito della crisi economica e finanziaria e dei livelli altissimi raggiunti dallo spread. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, affida l’incarico al professore, esterno al Parlamento in quanto non si era presentato alle precedenti elezioni politiche. Tuttavia, poco prima di ricevere l’incarico a formare il governo, Monti fu nominato da Napolitano senatore a vita, diventando di fatto un parlamentare.

Si arriva infine al 2014, con la nomina di Matteo Renzi. Anche per lui nessuna elezione in Parlamento prima di andare a guidare un esecutivo. Renzi era infatti a quel tempo segretario del Pd, succede a Enrico Letta ma senza passare per le urne. La prima elezione a senatore di Renzi è’ recentissima: lo scorso 4 marzo.

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