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Manovra, Di Maio: "governo avvii un confronto ampio con le categorie"

foto IPP/picture alliance roma 06-06-2018 nella foto luigi di maio ministro sviluppo economico, giuseppe conte presidente del consiglio e matteo salvini ministro interno WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET

Un “workshop di più giorni tra governo e parti sociali”, un “ampio momento di confronto” con tutte le categorie “circa le norme necessarie a rilanciare il nostro sistema economico e sociale” che veda “il governo unito” e che trovi “la giusta sintesi nelle sedi istituzionali più appropriate, secondo un percorso lineare e non divisivo”. Luigi Di Maio scrive al Sole24Ore per rispondere all’iniziativa di Matteo Salvini di convocare al Viminale le parti sociali in vista della prossima manovra. E pur sottolineando che “anche io sono ministro e capo politico” rimarca: “Quando si rappresenta un Paese, non credo ci sia da rispondere ad iniziative divisive con altrettante ancora più divisive”. E dunque “credo che il mio dovere sia di “promuovere un momento di unione, sgonfiando le tensioni e rilanciando il dialogo, sia nel governo che tra il governo e le parti sociali”.

Per Di Maio, “solo uno sforzo veramente ampio e collettivo, quando si è alla guida della seconda forza manifatturiera d’Europa, può garantire il raggiungimento degli obiettivi desiderati”, mentre “le iniziative individuali mostrano il passo corto, finendo per esporre a grave frustrazione i medesimi promotori”. Perchè “nessuna Legge di Bilancio che possa davvero rilanciare la crescita sostenibile, il lavoro, la formazione e l’innovazione in Italia potrà mai essere scritta in una sede a porte chiuse: che sia un ministero, la sede di un partito, o i membri direttivi di associazioni di categoria e sindacati”. E se “è legittimo che ogni forza politica porti avanti le sue consultazioni con le parti sociali, è altrettanto vero che il governo della settima potenza mondiale agisca come tale, dando prova di capacità di ascolto ampia e corale e di operare una sintesi efficace”.

Nel merito, secondo Di Maio, per dare reale attuazione alla fase 2 del governo, “è arrivato il momento di abbassare le tasse”. Il vicepremier si dice consapevole di non disporre di risorse illimitate e per questo motivo “sarà fondamentale rendere il più efficace possibile questo intervento puntando principalmente al ceto medio, che ha pagato lo scotto più alto della crisi che ci stiamo lasciando alle spalle”. Sul fatto che si riescano a trovare risorse per 30 miliardi di euro l’anno per la Flat tax, come sostiene la Lega, Di Maio mostra “serie perplessità”, ma aggiunge di sperare “di poter essere smentito”. Intanto, nell’ambito delle risorse disponibili, “credo che le nostre finanze ci permettano di realizzare un intervento significativo di taglio del cuneo fiscale”.

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