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Nomine, la maggioranza trova l'accordo: Descalzi resta all'Eni

La ‘tregua’ nella maggioranza produce un sostanziale via libera alle nomine nelle partecipate. Con Claudio Descalzi ancora al timone di Eni, nonostante il tentativo di entrata a gamba tesa di Alessandro Di Battista e dell’ala più ortodossa del Movimento, che aveva chiesto il defenestramento del manager per le inchieste giudiziarie che lo vedono coinvolto.
Alla fine ha prevalso la linea della “prudenza”, quella per cui cambiare in una situazione come quella che sta vivendo l’Italia, con la crisi economica dovuta all’emergenza coronavirus, sarebbe un rischio troppo forte. In particolare Eni, che resta la ‘regina’ delle aziende italiane.
Alla presidenza, però, arriva Lucia Calvosa, che tra le altre nel suo curriculum vanta la partecipazione al Cda della società editrice del Fatto quotidiano. Nessuna ‘rivoluzione’ nemmeno alla guida di Leonardo, che avrà ancora Alessandro Profumo come amministratore delegato, al quale verrà affiancato come presidente Luciano Carta, apprezzato dal M5S, che lascerà quindi la guida dell’Aise. Anche Francesco Starace è pronto a un rinnovo del mandato come ad di Enel, il terzo dal 2014. Come presidente, invece, è in arrivo Michele Crisostomo, avvocato leccese ma da anni trasferito a Milano, dove ha fatto molta strada, fino a guadagnarsi un nome nel ramo dell’assistenza a banche, imprese di assicurazione e intermediazione finanziaria, a livello nazionale e internazionale. Restando in tema, alla guida di Monte dei Paschi di Siena andrà Guido Bastianini, con Patrizia Grieco alla presidenza. Per la carica di amministratore delegato di Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile, poi, il nome indicato è quello dell’ex manager di Atac, Paolo Simioni, voluto dai Cinquestelle. Presidente, invece, sarà Francesca Isgrò. Tutto confermato pure a Poste italiane, con Matteo Del Fante ad e Maria Bianca Farina presidente. Cambiano, invece, i vertici di Terna: l’ex Acea Stefano Donnarumma sarà ad e Valentina Bosetti alla presidenza. Sulle nomine la tensione è comunque salita molto oltre i livelli di guardia.
A Pd, Italia viva e Leu non è affatto piaciuta l’uscita di Di Battista, che in molti hanno descritto più come un’operazione politica per scardinare gli equilibri interni al Movimento, ma che ha comunque prodotto fibrillazioni in tutta la coalizione, dunque inevitabilmente sul governo. Anche perché con l’ex deputato si sono schierati diversi parlamentari grillini e due ex ministre, Barbara Lezzi e Giulia Grillo. Che infatti attaccano a testa bassa. In particolare la senatrice pentastellata: “La nomina di Descalzi segna irrimediabilmente il nostro M5S, ci sarà un prima e un dopo”.

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