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Cento giorni dopo il Coronavirus: cosa si può fare e cosa è ancora vietato?

Le mascherine saranno obbligatorie in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, sui mezzi di trasporto e negli esercizi commerciali

 

Sono trascorsi poco più di cento giorni da quando vennero trovati i primi due turisti cinesi contagiati a Roma e nessuno avrebbe mai immaginato di vedere nel 4 maggio il giorno di una seconda liberazione (elle rigorosamente minuscola), ancorché con tutti i limiti che sono stati imposti alla fine del lockdown. Tra Dpcm, Faq e precisazioni del Viminale, cerchiamo di capire cosa è consentito e cosa non lo è, quasi sono gli obblighi e quali le libertà per la vita che ricomincia. Con un punto di ripartenza: chi ha la febbre a 37.5 è obbligato a stare a casa. Le mascherine saranno obbligatorie in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, sui mezzi di trasporto e negli esercizi commerciali.

I ‘dispositivi di protezione individuale’ diventeranno la nostra coperta di Linus, tranne che per i bambini sotto i 6 anni e i disabili. Si potrà farne a meno in strada o per fare sport. Nei posti di lavoro valgono i protocolli aziendali. Le mascherine avranno un prezzo fisso di 0,50 euro. È vietato lasciare i confini regionali, se non per lavoro, salute, o necessità assoluta. Consentiti i movimenti all’interno della Regione per gli stessi motivi, più l’attività motoria. O per vedere i propri congiunti. Da Palazzo Chigi si sottolinea che non ci si può muovere per raggiungere le seconde case che si trovano dentro i confini regionali. Alcune regioni hanno però consentito spostamenti che siano giornalieri, magari per la manutenzione, non per periodi di vacanza. Sicilia e Sardegna hanno invece autorizzato lo spostamento stagionale. Per chi può permetterselo.

I trasporti sono il tema che più preoccupa e per il quale non sono state ancora adottate misure definitive, se non il distanziamento di un metro su bus e metropolitane, con vie di salita e di discesa diversificate. Diventa indispensabile la prenotazione dei posti a scacchiera sui treni. Su Frecciarossa e Intercity i biglietti saranno nominativi, con prenotazione obbligatoria. Per viaggiare bisognerà munirsi di mascherina e sono raccomandati i guanti. Al momento le corse dei treni sono ridotte, poco alla volta verranno implementate. Il punto è la quantificazione del poco alla volta. Nelle stazioni ci saranno percorsi obbligati per chi parte e per chi arriva, in maniera da evitare assembramenti, oltre al termoscanner per misurare la temperatura ai viaggiatori. 

Per quanto riguarda l’autocertificazione, formalmente è richiesta, in realtà esce di scena. Per fare sport o andare a fare la spesa non è più necessario, per andare al lavoro basta la dichiarazione dell’azienda o l’esibizione di un tesserino. Il Viminale ne avrebbe voluto subito l’abolizione: difficilmente ci saranno controlli sugli spostamenti, in realtà l’attenzione sarà concentrata sugli assembramenti, da evitare in modo rigoroso. Riaprono le industrie manifatturiere e quelle del settore delle costruzioni, si rimette in funzione la filiera dell’auto. Via libera alla produzione di pelletterie, i mobilifici e alle coltivazioni agricole. Per i negozi il  semaforo verde non c’è ancora, tranne per librerie, cartolerie, abbigliamento e scarpe per bambini, fiorai, vivai. Riparte anche il commercio di autoveicoli: sarà possibile recarsi da un concessionario per acquistare un’auto.

I ristoranti ed i bar fino al 1 giugno resteranno chiusi, a meno di cambiamenti strategici, ma potranno ripartire con il take away. Stessa situazione per pasticcerie e gelaterie. Da stabilire ancora nel dettaglio la logistica all’interno dei locali quando ci sarà la riapertura, anche se alcune linee guida sono già state abbozzate. Il 1 giugno riprenderanno ad operare anche parrucchieri e centri estetici. A meno che i dati epidemiologici non consentano di anticipare la data di una settimana, forse due. La decisione spetterà al ministro Speranza. 

Le attività motorie, corsa, surf, bici, golf tornano praticabili. Senza più limitazioni a distanza. Si potrà anche nuotare e andare in canoa. Sarà comunque sempre necessario tenere la distanza sociale. In Sicilia è consentito anche giocare a tennis.  Medici e avvocati possono riaprire tutti gli studi professionali, dunque anche commercialisti e consulenti. Per quanto riguarda i dentisti, il protocollo è quasi pronto.

Riaprono parchi, ville e giardini ma ci saranno controlli per evitare assembramenti e per certificare il mantenimento delle distanze sociali. In caso di situazioni anomale, i sindaci potranno richiudere. Previsti piani di contingentamento. 

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