INTERNI
Sbagliato film. A Montecitorio e in salotti politico-mediatici alcuni hanno stabilito timer della crisi, chi guiderà il nuovo governo e come sarà composto (con Mattarella a fare da passacarte). Il film è un altro: se Renzi e qualche pokerista grillino continuano a logorare la maggioranza, o c’è un programma serio e condiviso oppure tutti a casa (Breda sul Cds). E siccome con Renzi e Di Maio parlare di governo serio è un ossimoro, allora…
Pechino? Dov’è? Il gemello siamese di Di Maio: “I nostri valori sono quelli della Nato. La Cina è un partner”. Ancora: “Gli Stati Uniti sono il nostro principale alleato. Non ci lasciamo condizionare da altri Paesi perchè ci inviano aiuti sanitari” (int. sul Cds)
Esempio dell’andazzo. Esponente Pd: “Quello che succede nei ministeri grillini è allucinante. Ad esempio nel ministero del Lavoro si discute per settimane con la Catalfo su un determinato problema, si prepara la norma, poi arriva il vicecapo di gabinetto scelto da Di Maio manda tutto all’aria e fa riscrivere la norma al ministro sotto dettatura (Cesaretti sul Gn)
UE
Corte tedesca. Bolaffi: “È una sentenza più politica che giuridica: tira le orecchie alla Bce ma allo stesso tempo protegge governo e Bundesbank lasciando che sia la Banca centrale a dover giustificare le sua azioni. Inoltre ha evitato di smentire la decisione della Corte Ue e di mettere in conflitto due istanze giuridiche” (int. su MF)
Più uguali degli altri. La sentenza tedesca fa emergere un fatto: la Germania continua ad arrogarsi la prerogativa di giudicare la legittimità della legislazione europea mentre tale competenza è della Corte di giustizia europea. Se tutte le Corti costituzionali nazionali usufruissero di queste prerogative, l’Europa sarebbe finita (De Mattia su Avv)
Diritto a rischio. Polonia e Ungheria hanno assunto provvedimenti incompatibili con l’indipendenza dei giudici, cardine dello Stato di diritto. Davanti alla Corte di Giustizia europea si sono costituiti Belgio, Danimarca, Finlandia, Olanda e Svezia. Sarebbe bello se lo facesse anche l’Italia (Vladimiro Zagrebelsky sulla St)
Polonia. Ad una settimana dal voto, ancora in alto mare le procedure per il voto postale. Al Senato la maggioranza ha votato per il rinvio ma il governo procede lo stesso (box sul Cds)
Sgarbo. In Francia l’autorizzazione alle cerimonie religiose sarà anticipata al 29 maggio. Si salvano Pentecoste e Shavuot ebraica ma non la fine del Ramadan che cade il 24. Il direttore della moschea di Parigi avverte: “La nostra festa non è meno importante…” (box sul Cds)
ESTERI
Siria. Gli israeliani costringono al ritiro gli iraniani in Siria. La Russia non ha mosso un dito in difesa degli iraniani nonostante siano alleati… (Eid su Avv). Assad pronto a usare la moglie come faccia pulita del regime pur di sbloccare il business della ricostruzione. E lei, sunnita, si sta già dando da fare svuotando dal palazzo i possibili rivali alawiti (Raineri sul Fg)
Venti di guerra. È nel mare cinese meridionale che si gioca la supremazia militare mondiale. Gli Usa devono garantire la sovranità di alleati come Taiwan, Giappone, Filippine, Corea del Sud e Vietnam. Le flotte cinesi e americane quasi si fronteggiano ma da quelle acque l’America non può assolutamente ritirarsi (Micalessin sul Gn)
