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La Lega ci ripensa: "Fiducia all'Europa, basta egoismi nazionali"

 La proposta di Bruxelles è una buona proposta, perchè va oltre l’egoismo nazionale. E rappresenta un’opportunità per l’Italia”

Così all’agenzia Dire Gianna Gancia, europarlamentare della Lega, in merito alla presentazione da parte della Commissione europea del piano di ripresa Next Generation EU. “Si tratta, però, di un inizio, non ci sarà un’immediata disponibilità di denaro” precisa Gancia. “È fondamentale che la questione sia chiara per i cittadini e le aziende, dal momento che in Italia alcuni pensano di vedere subito i soldi nei conti correnti”. Secondo l’eurodeputata, con la proposta della Commissione si apre un periodo di trattative tra gli Stati, sul quale aleggia il veto dei cosiddetti “frugali”. “Non si tratta di Paesi, però, ma di governi” sottolinea Gancia. Convinta che ora è centrale “lo sforzo di far diventare l’Unione Europea qualcosa che va oltre gli aspetti economici”, perche’ “si tratta anche di aspetti di solidarietà”.

A metà maggio, la delegazione della Lega al Parlamento europeo aveva deciso di astenersi sulla risoluzione sul Bilancio quadro dell’Ue (Mff) 2021-27 e sul Recovery Fund. In quell’occasione, ricorda Gancia, “ho preferito seguire la disciplina di partito e astenermi”.

La leghista Gianna Gancia

Secondo l’eurodeputata, la nuova proposta non è stata una sorpresa: “Mi aspettavo una cosa del genere, perchè ora è chiaro a tutti che l’Europa si deve fare in questo momento e la proposta è un primo passo in questa direzione. Me l’aspettavo perchè non si poteva buttare giù un progetto del genere nato 70 anni fa: bisognava almeno provarci”. Ancora Gancia: “Le mie dichiarazioni, che sembrano andare contro le linee del partito, in realtà guardano con fiducia verso l’Europa”. L’eurodeputata, però, precisa: “Da italiani non possiamo essere totalmente soddisfatti, nel senso che questo e’ un inizio, bisogna seguire come evolverà. Bisogna prima di tutto guardare in casa nostra, dove oggettivamente c’è una situazione difficile. Serve una gestione seria delle risorse, che non vuol dire condizionalità, magari attraverso gli enti locali, dove c’è un maggior controllo del cittadino”. Infine, un cenno al nodo della burocrazia: “Dobbiamo lavorarci, perchè rimane un grande problema. Bruxelles, oltre a darci i soldi, non può venirci a dire anche come spenderli. È il momento di dimostrare serietà”.

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