“Misure per supportare lavoratori, famiglie ed esercizi commerciali. Liberi professionisti e lavoratori autonomi devono ricevere la stessa indennità. Azione si è sempre battuta affinché liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza e lavoratori autonomi ricevessero un’indennità pari all’importo medio dei lavoratori in Cassa Integrazione. Ma il Governo non ha accolto le nostre proposte, discriminando entrambe le categorie con un’indennità di soli 600 euro per le mensilità di marzo e aprile. È inaccettabile che per il mese di maggio venga introdotta una discriminazione nella discriminazione, escludendo i liberi professionisti dall’ottenimento del bonus 1000 euro, dedicato ai soli lavoratori autonomi. Bisogna subito allargare ai liberi professionisti l’accesso al bonus 1000 euro di maggio. Inoltre, il credito d’imposta per i costi di sanificazione va esteso ai liberi professionisti: non si capisce perché chi deve sostenere dei costi di sanificazione per il proprio luogo di lavoro e per i propri collaboratori, non possa accedere alle stesse agevolazioni dedicate alle imprese”.
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“Per aiutare le famiglie in difficoltà, bisogna spendere subito i fondi europei disponibili. Non serve inventarsi l’ennesimo Reddito di Stato. Per supportare le famiglie in difficoltà economiche, bisogna immediatamente utilizzare i fondi europei senza cofinanziamento nazionale. Per farlo basta che Regioni e Comuni riprogrammino insieme i Piani Operativi Regionali in base alle necessità territoriali. Il Governo deve subito riunirsi con le Regioni per liberare queste risorse e trasferirle ai Comuni, che sono le amministrazioni più vicine al territorio e più in grado di aiutare famiglie e cittadini in difficoltà”.
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“Gli assegni della Cassa Integrazione in Deroga non stanno arrivando. Bisogna subito introdurre i permessi retribuiti per fare arrivare la liquidità ai lavoratori. All’inizio della crisi, Azione aveva messo in guardia il Governo sulla lentezza della Cassa integrazione in Deroga (CIGD) nel far arrivare i soldi ai lavoratori delle piccole e piccolissime imprese. Ma il resto dei lavoratori non può più aspettare. Azione propone l’utilizzo dei permessi retribuiti per pagare i dipendenti delle imprese fino a 15 addetti: il datore di lavoro eroga il permesso e si rivale sull’INPS in sede di versamento dei contributi. Nel caso in cui dalla denuncia contributiva risulti un saldo attivo a favore del datore di lavoro, l’INPS è tenuto a rimborsare l’importo del saldo a credito del datore di lavoro”.
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“Chi deve pagare un affitto ha bisogno di un sollievo immediato da parte dello Stato. Il Governo ha introdotto un credito d’imposta del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo per i mesi di marzo, aprile e maggio. È una misura che non funziona perché non dà immediata liquidità alle aziende, che potrebbero non avere utili sui quali utilizzare il credito. Azione propone che ai proprietari di immobili locati ad uso abitativo che applicano una riduzione di almeno il 50% del canone per le mensilità da aprile a dicembre 2020, venga riconosciuta una detrazione pari al 40% del canone effettivamente percepito. Nel caso di immobili commerciali, anche locati con contratti di affitto di ramo d’azienda o leasing, Azione propone di riconoscere ai proprietari, alle stesse condizioni, la deducibilità dal reddito di una somma pari al 65% dell’importo rinunciato”.
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“Misure per il Turismo. Restituiamo alle imprese l’IRAP e l’IRES di novembre. Le imprese del settore turistico-ricettivo sono state le prime a subire i danni economici del COVID-19 e saranno le ultime a ripartire. Senza un intervento massiccio da parte del Governo molte rischiano di non riaprire. Per dare immediata liquidità e sollievo, Azione propone di restituire il secondo acconto dell’IRAP e dell’IRES di novembre 2019, sotto forma di contributo a fondo perduto. È una misura dal valore di 21 miliardi di euro contro i 4 miliardi stanziati dal Governo per eliminare il saldo e il primo acconto IRAP 2020. È una misura universale, automatica ed immediata: quello che manca alle misure del Governo”.
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“Estendere il Credito d’Imposta anche agli affitti di luglio, agosto e settembre e ad Agenzie di Viaggio e ai Tour Operator. Per tenere conto della forte stagionalità del settore, bisogna estendere il credito d’imposta sugli affitti anche ai mesi di luglio, agosto e settembre ed eliminare la discriminazione tra locazioni, agevolate al 60%, e gli affitti di rami d’azienda, oggi agevolati solo al 30%. Inoltre, se un’impresa ricettiva ha stipulato due contratti di affitto per la stessa struttura, uno per l’affitto d’azienda e uno per la locazione delle mura, il credito d’imposta deve essere utilizzabile per entrambe le tipologie di contratto”.
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“Lo sgravio dell’IMU va esteso anche nei casi dove proprietario e gestore siano distinti. Molte PMI a conduzione familiare intestano la proprietà degli immobili ad un soggetto diverso dal gestore ma comunque sempre all’interno del perimetro familiare. Pertanto è necessario eliminare la condizione di esclusione dallo sgravio IMU se proprietà e gestione non coincidono e applicare l’esenzione indistintamente a tutti gli immobili classificati nella categoria catastale D/2”.
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“Vanno estesi gli ammortizzatori sociali per supportare la ripresa del settore. Il Governo ha imposto il blocco dei licenziamenti fino al 17 agosto ma ha previsto ammortizzatori sociali per il settore del turismo solo fino a metà luglio e in alcuni settori addirittura fino a metà giugno: è una misura pericolosa che va subito superata. Per accompagnare la ripresa del settore turistico-ricettivo, Azione propone di estendere Assegno Ordinario, NASPI per i lavoratori stagionali e CIGD fino a marzo 2021”.