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Attivista Lume: 'Montanelli grande giornalista, ma ha difeso lo schiavismo". E' scontro tra giovani e politica

“Abbiamo voluto fare un intervento molto drastico, ma neanche troppo scandaloso. E’ stato un obiettivo simbolico: mettere al centro la necessità di scrivere una storia diversa rispetto a quella che è stata scritta nel Novecento”. Lo afferma Andrea, attivista di Lume, Laboratorio Universitario Metropolitano, una delle due associazioni che ha rivendicato l’imbrattamento della statua dedicata a Indro Montanelli ai giardini intitolati al giornalista a Milano.

Un’azione che sui social ha registrato sostegno ma anche molte critiche. “Nell’analisi che abbiamo fatto in queste 24 ore successive alla pubblicazione del video -spiega Andrea, contattato dall’Adnkronos- è emerso che c’è una forte distanza generazionale fra la classe politica e giornalistica novecentesca, che fa quadrato attorno alla figura di Indro Montanelli, e i giovani che, studiando la storia e la filosofia, hanno ben presente qual è stata la storia italiana in Africa, la relazione fra Montanelli e la schiavitù e il concetto novecentesco di razza e dell’uomo bianco superiore”. L’attivista di Lume sottolinea che “i giovani, anche in Italia, si stanno rendendo conto che, per quanto facciano parte della storia d’Italia, certi episodi e certe pagine della nostra storia non siano da ricordare positivamente ma anzi da ricordare per non commettere più quegli errori”.

Per Andrea “c’è un forte scontro fra chi prova a difendere il giornalista, come Travaglio e Severgnini o politici liberali come Beppe Sala, che hanno interesse a mantenere pulita la figura di Indro Montanelli, che possa rappresentare le loro istanze liberali”, e i giovani. La figura di Montanelli “come grande giornalista non è messa in discussione, ma passa in secondo piano, quando si vuole giustificare una vita che ha portato avanti i valori dello schiavismo e del razzismo. Noi chiediamo la rimozione della statua e il cambiamento del nome dei giardini di porta Venezia”. Anzi, la statua e i giardini intitolati a Montanelli non sono gli unici dedicati a personaggi della storia d’Italia “molto discutibili. Nella stessa zona di Milano -continua l’attivista di Lume- c’è la via Nino Bixio. Cosa per noi sbagliata, visto che Bixio durante la spedizione dei Mille in Sicilia fucilò diversi contadini che chiedevano le terra e la liberazione dal latifondo”. La toponomastica di Milano è quindi “assolutamente da cambiare”.

Alberto Malvolti, presidente della Fondazione Montanelli Bassi, ha affermato: “Di fronte all’ignoranza, alle strumentalizzazioni ideologiche, all’ottusa stupidità, alla violenza degli imbrattatori e di chi li ispira, non abbiamo più parole”.
Il video della statua di Indro Montanelli a Milano nuovamente imbrattata
http://http://www.youtube.com/watch?v=4q-RWPnRTt4

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