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Nodo da sciogliere. Il M5s vuole fermare la Tav, i dem chiedono senso di responsabilità

Si riapre anche nella maggioranza il dibattito su un annoso conflitto ideologico legato all’ambiente ed allo sviluppo di intendere il trasporto

Il neo sindaco di Lione chiede di fermare la realizzazione della Tav e si accende il dibattito tra M5s e Pd, con i primi che chiedono di bloccare tutto e i dem che rifiutano l’idea e invocano responsabilità. Il governo conferma l’utilità dell’opera e il ministro dei Trasporti Paola De Micheli sottolinea che “l’Italia deve stare dentro al sistema infrastrutturale europeo” che si sta realizzando. “E’ un’opera sbagliata, bisogna fermarla” dice Gregory Doucet, il sindaco della città francese. Per Torino, aggiunge, “esiste già un’infrastruttura ferroviaria, che è sufficiente, ed è su quella che dovremmo investire”, aggiunge.

Parole che i deputati del Movimento 5 stelle in commissione Trasporti della Camera colgono per ribadire il loro pensiero: la Torino-Lione è una “grande opera certificata come obsoleta e inutile anche dalla recente analisi della Corte dei Conti europea”. “Gli abitanti della Val di Susa chiedono da anni di essere ascoltati – ricordano – a loro oggi si uniscono dunque quelli di Lione. E’ arrivato il momento di fermare questa opera: non siamo contrari all’alta velocità e a dare maggiori infrastrutture al Paese, ma saremo sempre fermamente contrari a quelle inutili e dannose. Concentriamo piuttosto l’attenzione e i soldi sulle opere davvero urgenti e indispensabili, in grado di migliorare la vita dei cittadini”.

Una posizione, quella di M5s, che rischia di aprire un nuovo fronte interno alla maggioranza. La replica del Partito democratico, infatti, è secca: “La Tav non è in discussione e verrà conclusa: sono stati purtroppo già persi troppi mesi e questo Parlamento si è già espresso, anche recentemente, sulla necessità di concludere l’opera”, afferma Davide Gariglio, capogruppo dem in commissione Trasporti che ai colleghi dei 5 stelle chiede “responsabilità: per essere davvero una forza di governo seria e credibile – spiega – è necessario rispettare gli accordi presi a livello internazionale e non mettere sempre tutto in discussione, inseguendo scelte ideologiche che penalizzano il Paese”.

La titolare del ministero dei Trasporti sottolinea infine che “il cantiere sta andando avanti” e che “a breve consentiremo a tutti i sindaci, anche a quelli che hanno votato contro Tav, di potere accedere ai finanziamenti di compensazione ambientale”, facoltà che gli era stata negata dal precedente governo. L’investimento sul ferro, conclude, “rimane il punto chiave del trasporto dei passeggeri e delle merci del futuro in tutta Europa e l’Italia deve stare nel grande sistema infrastrutturale del nostro continente”.

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