“Cuba 24” è il nome del taxi. Il suo guidatore oltre a indossare una maglietta rosa come si vede nell’immagine, avrà sicuramente anche un nome e un cognome. E speriamo che con questa notizia appena accaduta esca questo nome e cognome e vengano prese le opportune sanzioni. Quello che è certo è che oggi “Cuba 24” ha lasciato una persona di 63 anni sotto il sole cocente alle 13:40 perché si è rifiutato di trasportare la signora in questione dal parcheggio di fronte a Largo Chigi fino all’altro parcheggio di Piazza Barberini.
Motivazione? Percorso troppo breve. Ora siccome i taxisti sono dotati di tassametro e svolgono un servizio di trasporto pubblico sarebbe opportuno che la amministrazione di Roma intervenisse per fare luce su questo increscioso accaduto che fortunatamente non ha provocato danni irreversibili ma sicuramente ha creato una situazione non proprio felice a una persona che a fatica è riuscita a percorrere con grande stress una salita molto ripida avendo la persona in questione più di una patologia tra cui artrosi reumatoide. E problemi di pressione. “Cuba24” non solo si è rifiutato di caricare la persona ma si è premurato di scendere dalla macchina e di impedire al collega di caricare la signora dicendo che era il suo turno. Roma sta diventando una città prepotente. Dobbiamo vigilare perché il senso civico e la tutela delle persone più deboli non deve mai venire meno.

Pasquale
9 Luglio 2020 at 11:56
Spettabile redazione, concordo pienamente con il vostro disappunto, relativo a Cuba 24.
D’altro canto… ciò accade in quanto: le istituzioni consentono a persone non qualificate a svolgere servizio taxi. Questo stato di fatto fa’ sì che capitino questi incresciosi fatti, che creano confusione e malcontento tra gli operatori del settore.
Qual’ora lo stesso servizio fosse tutelato e garantito dalle istituzioni…dubito possano accadere simili casi.
Per cui ribadisco il disappunto, ma esprimetelo anche nei confronti di chi ne è la causa!
Distinti saluti
Pasquale De Santis
Armando
20 Luglio 2020 at 21:19
Ho fatto il tassista per 22 anni, i tassisti hanno mille rivendicazioni da richiedere giustamente, ma la difesa di un collega scorretto, cercando di sottrarlo alle due responsabilità soggettive, non è la maniera migliore per difendere né lui, né la categoria. Quella signora poteva essere sua madre.
Lorenzo
10 Luglio 2020 at 0:47
Vi scrivo perché NON faccio parte di quei tassisti che si distinguono per episodi come quello sopra descritto. Purtroppo per colpa di un tassista cafone gli altri ne fanno le spese, ma non è questo il modo di rendere giustizia alla persona anziana a cui è capitato tale tassista, né agli altri tassisti onesti e rispettosi delle regole la cui reputazione viene infangata da questi elementi di dubbio gusto.
La ragione di tali eventi è da imputarsi unicamente alle Istituzioni locali, ovvero il Comune di Roma, per due motivi distinti.
Il primo è il mancato rinnovo BIENNALE delle tariffe, come disposto dalla delibera 68/2011.
Il secondo è l’organico assegnato al controllo di taxi e NCC estremamente ridotto nel numero degli agenti.
Tutto ciò NON è un errore od una svista, ma corrisponde ad un preciso volere politico.
Inoltre, la totale assenza di una selezione dei tassisti, nonché un impoverimento economico acuito dal COVID-19 i aggiungono alle ragioni di tali incresciosi eventi.
Pertanto, esorto tutti gli utenti a presentare le proprie lamentele all’assessore Pietro Calabrese, succeduto alla precedente Linda Meleo, per ovviare tempestivamente ai problemi cagionati dai motivi succitati.