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Legge elettorale: Centro destra verso una convergenza sul "Rosatellum corretto" un mix di proporzionale e maggioritario

Il testo FdI è un Rosatellum corretto, quindi un mix di proporzionale e maggioritario, ma la novità rispetto al sistema di voto attuale è che la riduzione del numero dei parlamentari va ad incidere solo sulla quota proporzionale, che diventa minoritaria rispetto al numero dei collegi uninominali

Fratelli d’Italia, come preannunciato la scorsa settimana, ha chiesto l’abbinamento in commissione Affari costituzionali della Camera della sua proposta di riforma della legge elettorale, che quindi si aggiunge al testo della maggioranza, il Brescellum, un proporzionale con soglia di sbarramento al 5 per cento e diritto di tribuna per i piccoli partiti, e al testo della Lega sul ritorno al Mattarellum. Il testo FdI è un Rosatellum corretto, quindi un mix di proporzionale e maggioritario, ma la novità rispetto al sistema di voto attuale è che la riduzione del numero dei parlamentari va ad incidere solo sulla quota proporzionale, che diventa minoritaria rispetto al numero dei collegi uninominali. Inoltre, viene previsto un premio di maggioranza: “Alla lista o alla coalizione di liste che abbia conseguito a livello nazionale un numero di voti validi almeno pari al 40 per cento del totale è assegnato un numero complessivo di seggi pari al 54 per cento del totale dei seggi”, si legge nel testo della proposta targata FdI. Secondo quanto si apprende da fonti di centrodestra, sul testo di Fratelli d’Italia si andrebbe verso una convergenza anche di Forza Italia e Lega (il partito di Salvini ha già presentato sia al Senato che alla Camera una sua proposta di legge per il ritorno al Mattarellum).

Al Senato, il premio di maggioranza viene così assegnato: “Alla lista o alla coalizione di liste che abbia conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale è assegnato un numero complessivo di seggi pari al 54 per cento del totale dei seggi. Il premio attribuito è ripartito nelle sole regioni in cui la lista o la coalizione di liste alla quale è assegnato abbia conseguito la maggiore cifra elettorale regionale”. “Con quest’iniziativa legislativa proponiamo, innanzitutto, di mantenere invariato il numero dei collegi uninominali per l’attribuzione dei seggi in Parlamento, ossia 231 per la Camera e 109 per il Senato, e, in secondo luogo, di introdurre un premio di maggioranza per la lista o la coalizione di liste che ottenga almeno il 40 per cento dei voti validi su base nazionale”, si legge nella relazione introduttiva al testo della riforma targata FdI.

“Il mantenimento dei collegi nel numero determinato dalla legge n. 165 del 2017 è volto a garantire la possibilità di un rapido ritorno alle urne, poiché permette di prescindere dalla rideterminazione dei collegi elettorali e, fatto ben più importante, intende aumentare la quota di eletti davvero scelti dal popolo e non imposti dalle segreterie dei partiti. Il vigente meccanismo, infatti, come del resto la proposta di legge n. 2329 (il testo Brescia sul proporzionale, ndr), non prevede l’espressione delle preferenze per l’attribuzione dei seggi da assegnare in ragione proporzionale, lasciando interamente in mano alle segreterie di partito la scelta dei parlamentari da eleggere. Quella dell’introduzione delle preferenze è una battaglia che il gruppo di Fratelli d’Italia ha sempre sostenuto con grande forza, considerandole da sempre il sistema migliore per la scelta dei rappresentanti da parte dei cittadini. Il tema dell’introduzione delle preferenze è infatti oggetto di una nostra iniziativa legislativa depositata già all’inizio della legislatura e ci riserviamo di riproporlo durante l’esame della proposta di legge” Brescia, “per correggerne almeno in parte la portata distorsiva. Il secondo elemento della presente proposta di legge è l’introduzione di un premio di maggioranza per la coalizione che risulti vincente in termini relativi ma non assoluti”.

“L’assegnazione di un premio di maggioranza alla lista o alla coalizione che consegua il miglior risultato, laddove sia subordinata al superamento di un limite minimo di voti chiaramente individuato, supera infatti le censure sollevate dalla Corte costituzionale con riferimento al premio di maggioranza e garantisce una maggiore governabilità. Attualmente, stanti i risultati delle elezioni svoltesi nel 2018 – prosegue la relazione che accompagna il testo della proposta di legge FdI – appare del tutto evidente come la mancanza di un premio di maggioranza per il partito o la coalizione maggioritari in senso relativo abbia determinato l’impossibilità di indicare con certezza la forza politica o le forze politiche coalizzate cui spettano l’onore e l’onere di formare il Governo. La legge n. 165 del 2017 (la legge elettorale attuale, ndr), non avendo consentito l’individuazione della lista o della coalizione vincente all’esito delle elezioni, ha reso possibile la nascita di Governi appoggiati da forze politiche con programmi e propositi tra loro conflittuali. Si tratta di maggioranze posticce alle quali gli elettori non hanno espresso la propria preventiva fiducia e che rischiano di violare la loro volontà, contravvenendo forse al dettato costituzionale e alle numerose pronunce della Corte costituzionale in merito al rispetto della volontà degli elettori nella trasformazione dei voti in maggioranze parlamentari e di Governo. Per questi motivi riteniamo sia doveroso e urgente proporre l’introduzione di un premio di maggioranza che, essendo condizionato a soglie numeriche ben precise, come si legge nella sentenza della Corte costituzionale n. 35 del 2017, ‘non rende intollerabile la cosiddetta disproporzionalità tra voti espressi e seggi attribuiti'”.

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