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Autostrade allo Stato, via i Benetton. Conte: "Siamo soddisfatti"

Si è chiuso poco prima delle 6 del mattino un consiglio dei ministri durato oltre sei ore, nel corso del quale il governo ha dato corpo a una nuova trattativa con Aspi sulla revisione della concessione autostradale. Accolte le richieste del governo, a cominciare dalla più importante che prevederebbe la progressiva uscita di Atlantia dalla compagine societaria, sebbene con una transazione della durata di un anno con un passaggio intermedio a quota 10%. I vincoli tariffari e la questione della manleva, delle responsabilità sul crollo del ponte Morandi, che sono in corso di accertamento processuale e che investono al momento anche 21 funzionari del Mit.

“Dopo un negoziato durissimo, il risultato è l’estromissione della famiglia Benetton. I Benetton hanno accettato di cedere la loro partecipazione in Aspi e quindi la gestione della infrastruttura, attraverso due percorsi societari alternativi” ha scritto Giuseppe Conte con un post su facebook.

Conte – spiegano fonti ministeriali- ha minacciato la chiusura della mediazione se il punto non fosse stato inserito nella proposta di Aspi. La riunione è stata orientata fin dall’inizio dalla posizione tenuta dal presidente del consiglio Giuseppe Conte che si è seduto al tavolo con una impostazione che ha lasciato ad Atlantia pochi margini di trattativa.

O accetta o sarà la revoca“, hanno riferito fonti di governo facendo riferimento ai punti che il Mit e il Mef avevano chiarito alla società fin dall’incontro a Porta Pia del 9 luglio scorso. Ma lo scoglio più grande il premier ha dovuto affrontarlo quando prima della mezzanotte il consiglio dei ministri è stato sospeso e Conte ha avuto un chiarimento prima a tre con il titolare dell’Economia Roberto Gualtieri e con la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, poi un faccia a faccia decisivo per il prosieguo del consiglio con il solo Gualtieri.

Fonti di governo riferiscono che va ascritto a Gualtieri gran parte del lavoro grazie al quale Autostrade e Palazzo Chigi hanno potuto tenere aperto il tavolo della trattativa. Di fatto la situazione si è sbloccata quando Aspi ha fatto pervenire una nuovo proposta– mano a mano dettagliata e aggiornata nel corso della notte.

Il passaggio decisivo che ha di fatto riaperto i giochi sarebbe avvenuto quando Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88 per cento, a Cdp (Cassa Depositi e prestiti) e a investitori istituzionali di suo gradimento.

Ora a quanto si apprende saranno Mef e Mit, con il supporto di Cdp a sostanziare l’accordo, seguendo il dossier nei suoi dettagli operativi. Sul piano politico, oltre al chiarimento con il Pd – che fonti ministeriali descrivono come uno scontro senza risparmio di toni accesi– si segnala l’irritazione del ministro Teresa Bellanova a nome di Italia Viva, quando il consiglio è stato sospeso e la trattativa è ripresa per stanze separate. Peraltro Italia viva al termine della riunione giudica positivamente l’intesa, a patto precisano fonti del partito, che si realizzi per com’è stata dettagliata progressivamente nel corso della notte.

Il dossier si è aperto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli “che ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (ASPI), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda”.

Il comunicato chiarisce che Aspi “durante la riunione ha trasmesso due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di ASPI e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo. La proposta prevede specifici punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario”.

Ecco i punti relativi alla transazione, oggetto della prima proposta da parte di Aspi al governo.

Misure compensative ad esclusivo carico di ASPI per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro; Riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162);  Rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; Aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario; Rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge “Milleproroghe”; Accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria”.

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