La legge elettorale torna prepotentemente nel dibattito politico. A lanciare il sasso è il dem Goffredo Bettini, rilanciando la necessità di riscrivere le regole del gioco prima del referendum sul taglio dei parlamentari, in programma per il prossimo 20 settembre. “Non è nostra la responsabilità di aver fatto saltare l’accordo sottoscritto da tutta la maggioranza”, chiarisce il dirigente del Pd. Avvisando tutti, avversari e alleati: “Senza una riforma istituzionale e elettorale, dimezzare i parlamentari può essere perfino pericoloso per il regime democratico. La situazione si complica”. Un allarme che i sostenitori del no al ‘Tagliapoltrone’ raccolgono immediatamente.
“Il Partito democratico chieda dunque di votare come +Europa e si eviterà una mutilazione irrazionale della Costituzione”, interviene Benedetto Della Vedova. Il segretario di +E ce l’ha soprattutto con il Movimento 5 Stelle, a cui “il Pd doveva imporre discontinuità e invece il M5S detta la sua agenda populista e antipolitica”. Il mondo pentastellato non si sottrae, però, al confronto. E a prendere la parola è Luigi Di Maio, che all’epoca in cui fu siglata l’intesa politica per la nascita del governo giallorosso era capo politico e vincolò ogni dialogo all’accettazione del taglio dei parlamentari. Richiesta accolta dai nuovi alleati, con l’impegno di superare il ‘Rosatellum’ e adattare la norma al cambiamento di paradigma. Il ministro degli Esteri, mostrando una foto della prima pagina di ‘Repubblica’ dopo l’approvazione in via definitiva del ‘Tagliapoltrone’, assicura: “Il taglio dei parlamentari dovrà essere accompagnato da una nuova legge elettorale che sia rappresentativa al massimo. C’è un accordo tra le forze politiche di maggioranza e va rispettato”.
Il responsabile della Farnesina ne fa una questione di “serietà”. E, seppur ricordando che l’Italia, dopo la pandemia, “sta affrontando una crisi economica senza precedenti”, rilancia: “È il momento di guardarci negli occhi e fare la cosa giusta, il Movimento c’è, c’è sempre stato e ci sarà sempre, per l’Italia”. Ma non si muove di un millimetro dalle proprie posizioni nemmeno Italia viva. Il partito di Matteo Renzi continua a ritenere altre le priorità di questa fase storica, rimandando ogni discussione a settembre, come già stabilito dalla conferenza dei capigruppo della Camera. Iv porterà al tavolo la proposta di modificare il ‘Brescellum’ per farlo virare dal proporzionale al maggioritario. La partita, dunque, è apertissima.
