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La potenza di fuoco dei fondi europei sul piatto delle Regionali. Conte fa valere la propria posizione di forza

La potenza di fuoco dei fondi europei sul piatto delle Regionali. Conte fa valere la propria posizione di forza, da capo di governo e ‘amministratore’ del paese, e scuote la maggioranza che, soprattutto a livello locale, non sembra cogliere la voglia di una nuova luna di miele tra Pd e M5s. E così il Recovery fund diventa argomento valido – “per tutte le regioni a prescindere dal loro colore”, tiene a precisare il premier – per poter convincere anche i più riottosi a stringere alleanze. “Una sinergia a livello territoriale – osserva in una lunga intervista a Il Fatto Quotidiano – può imprimere una forte spinta per realizzare le strategie del Green deal, dell’innovazione digitale, degli investimenti nelle infrastrutture, negli asili nido e nelle scuole”.

Tutti temi, questi, cari sia ai 5 stelle che ai dem, ma anche tutte voci di spesa che devono essere finanziate. Ed è qui, anche se il premier nega con forza che il voto di settembre sia un voto sul governo, che entra in gioco il Recovery Plan (pronto per il vaglio europeo a metà ottobre) “che costituisce la più grande opportunita’ per le nuove generazioni dal secondo dopoguerra a oggi” e che vedrà coinvolte in prima linea “le Regioni, che diventeranno anche dei centri di spesa”. Un “pagherò” elettorale”, protestano le opposizioni che però – con due regioni quasi sicure e le altre 4 da ‘ultimo voto’ – pregustano la possibilita’ di poter attingere a quei fondi. “Sempre che poi Conte non si rimangi la parola”, chiosa ma nemmeno troppo un dirigente di Forza Italia. Della partita “voto-fondi Ue”, al momento, non farà invece parte il Mes nonostante le insistenze che giungono sia dalle opposizioni – Forza Italia e +Europa – che dalla stessa maggioranza (Pd e Iv). “Confido che i flussi di cassa rendano superfluo quest’ulteriore indebitamento” ma se il quadro di finanza pubblica imponesse valutazioni differenti, concede Conte, “andremo in Parlamento e ne discuteremo in piena trasparenza”. Si tratta di “debito buono”, cita Draghi la presidente dei senatori azzurri, Anna Maia Bernini, che legge nelle parole del premier “il solito ritornello per non riconoscere che si tratta di un prestito a tasso zero o addirittura negativo”. Ma Forza Italia, ormai, e’ abituata “ai verbi coniugati al futuro”, taglia corto.

“Il governo sta ancora giocando sul Mes, quando già avremmo dovuto avviare enormi investimenti preventivi per fronteggiare la pandemia”, denuncia invece il responsabile economico di Fi, Renato Brunetta. Conte, secondo il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova, è invece “del tutto incapace di articolare una posizione” sul Mes “e si infila in una diatriba tutta politicista sulle alleanze per le regionali, senza alcuna visione del futuro e senza neppure l’umiltà di rispondere alle sollecitazioni dell’ex presidente della Bce Mario Draghi sul Recovery Fund”.

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