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Economia. I nodi della ripresa, imprenditori ed istituzioni a confronto sul post covid

Nuove infrastrutture e grandi opere per far ripartire il paese nella fase post emergenza Covid. E’ la ricetta a cui puntano i grandi gruppi imprenditoriali del paese e il governo. Tema affrontato nel corso del webinar “Obbligati a crescere. Cantieri all’opera“, l’evento annuale del gruppo editoriale Caltagirone. Per Vittorio Colao, presidente della Task Force nominata dal governo sul post emergenza coronavirus “le imprese hanno un ruolo importate, bisogna aiutare il governo a trovare le cose di vero impatto, le cose che veramente faranno la differenza, crescere è importante sennò si va sulla tassazione. Lo Stato deve fare di più? Non sono a priori contrario, però bisogna capire dove andarsi a mettere su ogni singolo campo – ha aggiunto -. Prima di andarsi ad imbarcare in nuove avventure bisogna far funzionare quello che si ha, bisogna saper camminare prima di correre. Si deve investire nell’istruzione, anche se non faccio troppo il tifo per la digitalizzazione della scuola, dobbiamo forse cambiare i contenuti nella nostra istruzione e misurare i risultati: mettiamo più soldi ma differenziare di più. In 10 anni si può creare qualcosa”.

Eni considera prioritario per la crescita e lo sviluppo del paese partire dall’occupazione: “Si deve creare occupazione, innovare e formare, servono nuove professionalità. Siamo stati a lavoro tutti insieme per essere pronti a presentare una serie di progetti lavorando con i vari ministeri sul Recovery Fund”, ha detto Claudio Descalzi, amministratore delegato -. C’è bisogno di tempo per i cambiamenti, pensando soprattutto alle infrastrutture. Mantenendo quest’ultime senza rottamare tutto ciò in cui hai investito, penso a Venezia e Gela, è possibile avere uno sguardo diverso verso il futuro”. C’è preoccupazione in Poste Italiane sul futuro: “Abbiamo un tema molto serio, non positivo, che è quello della riduzione che porterà alla scomparsa della posta, noi per numero di dipendenti siamo la prima azienda e siamo seduti su un business che non ci sarà più, per questo siamo partiti tre anni fa sulla riconversione della presenza territoriale, dalla posta ai pacchi, in tre anni Poste è diventato il primo operatore di consegne a casa in Italia, lo sforzo in ambito di fondi e crescita che si deve fare riguarda sicuramente nell’ambito dell’e-commerce e del digitale”, ha commentato l’ad Matteo Del Fante. “Amazon? Abbiamo tenuto botta, sulle percentuali e sulla qualità, queste grandi piattaforme trattano come un contratto ad ore, prezzo e servizio di settimana in settimana. Se i pacchi non arrivano in orario c’è meno lavoro per tutti”, ha aggiunto.

Romana Ranucci

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