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Intervista al senatore Gianluigi Paragone, leader di Italexit: “Il Mes è un veleno mortale”

Il Mes è un veleno mortale. Gli italiani hanno capito che dall’Europa non arriverà niente. Matteo Renzi ha aperto gli occhi. Vedremo se fa sul serio o si accontenterà di un’esibizione pirotecnica. Perché non facciamo come il Giappone, che ha stampato banconote per un importo di 580 miliardi di euro?

Paragone, prima di tutto, come sta Italexit? Cresce bene?  

“Molto bene. Grazie. Italexit è in continua crescita: nuovi circoli, nuove adesioni, ci stiamo strutturando più velocemente di quanto potessimo pensare”. 

Continuate a trarre vantaggio dalle malefatte dell’Europa? 

“Lo abbiamo sempre detto. Il miglior alleato di Italexit è questa pessima Europa”. 

Voi chiedete l’uscita dell’Italia dall’Europa, come primo punto del vostro programma e l’avete, per essere chiari, scritto anche nel vostro nome. Non le sembra di essere un marziano, visto che in Italia, quando non si parla di Covid, è proprio l’Europa al centro dei pensieri di tutti? 

“Non siamo marziani. Anzi. Sempre di più, il mondo reale sta capendo che dall’Europa non arriva niente. E che il grande sogno, che era stato venduto agli italiani, alla fine è una sòla o un incubo”. 

In che senso? 

“Se mi trova qualcuno che ha ricevuto soldi dall’Europa, che non sia un operatore o della grande distribuzione, o delle multinazionali, o della finanza, complimenti a lei. Il mondo degli artigiani, degli agricoltori, il mondo dell’economia reale non ha ricevuto soldi veri dall’Europa. Magari l’Europa gli sta girando i soldi, che le avevamo dato noi”. 

Partiamo dal Mes. Non le sembra un teatrino, con i cambi di scena, subito prima del calar del sipario. Silvio Berlusconi, che trasmigra dal sì al no, i grillini, all’inverso, dal no al sì? 

“E’ un teatrino, che non ha bisogno di particolari commenti. Si apre e si chiude dentro il Palazzo. La verità vera è che il Mes è un veleno mortale in capo agli italiani. Bisogna essere in malafede, oppure avere delle poltrone da difendere, per dire il contrario”.  

E sul Recovery Fund, che cosa mi dice? Matteo Renzi sostiene che trecento manager non possono decidere sulla ripartizione di centinaia di miliardi, esautorando di fatto il Governo e il Parlamento? 

“Che dire? Benvenuto in Italia.  Benvenuto nella sua maggioranza. Renzi dice le cose che io, nel mio piccolo, avevo già detto e, cioè, che Conte sta svuotando, prima il Parlamento, e poi il Governo. Ha aperto gli occhi. Poi, vedremo se vorrà giocare fino in fondo o si accontenterà di questa esibizione pirotecnica andata in scena in Parlamento”. 

Voi continuate a pensare che sia di gran lunga preferibile rifiutare tutti gli aiuti europei? 

“Vede, mentre noi stiamo qui a commentare queste notizie, non sappiamo che cosa accade in altre parti del mondo. In questi giorni, il Giappone ha stampato banconote per un importo pari a 580 miliardi di euro, finalizzate a un piano di stimolo per le imprese. Cinquecentottanta miliardi di euro stampati dal Giappone con la sua Banca centrale.  Il Giappone non è andato a chiedere niente a nessuno. E’ inutile andare sui mercati finanziari, per finanziare che cosa? La sanità pubblica? La sanità è una spesa pubblica. Non deve essere finanziata dai mercati, ma con i soldi dello Stato, dalla Banca centrale dello Stato. Quindi, o la Bce finanzia tutto e monetizza il debito, oppure trovo profondamente pericoloso finanziare sanità, imprese, e quant’altro, andandoci a indebitare. Il Giappone non si indebita con nessuno. Non chiede prestiti a nessuno.  La sua Banca centrale crea moneta. Stampa cinquecentottanta miliardi di euro. O la Bce stampa e sta zitta, stampa, punto. Stampa illimitatamente, per tutti. Oppure, lo deve fare la Banca d’Italia. Altro punto. Poi la chiami lira, Pippo o con qualsiasi altro nome, una cosa è certa: ci vuole un soggetto, che crei, che emetta moneta”.

Che cosa la indigna di più, in questa situazione? 

“L’ignoranza totale. Il falso ideologico di chi deve sempre mttere la sovranità in capo ai mercati finanziari, anziché al popolo”.  

E che cosa l’ha indignata di più dell’Italia al tempo del Covid, sospeso, mi pare, fra dramma e teatrino? 

“Mi sorprendono le bugie di un ministero e di un ministro, che scrive libri e poi ha paura di metterli in vendita, di un un ministro che non ci dice la verità sui suoi rapporti con Ranieri Guerra, di  un ministro che protegge l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che, a sua volta, ha paura dei ricercatori italiani indipendenti e autonomi,  del loro rapporto, contenente tutta la verità sulle inefficienze del Governo italiano”. 

Accuse pesanti? 

“Pesanti? Report ha dedicato tre o quattro puntate  a questi argomenti e mi sembra ci sia una procura della Repubblica, a Bergamo, che sta indagando, fra le altre cose, sull’assenza di un piano pandemico in Italia. Un piano, degno di definirsi tale”. 

Intervista di Antonello Sette per SprayNews concessa ad Eco dai Palazzi

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