Connect with us

Hi, what are you looking for?

In evidenza

“Da ex comunista dico che l’unica speranza è Papa Francesco”. Intervista a Fausto Bertinotti

Intervista con l’ex Presidente della Camera dei Deputati e segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti: “Il Governo è il Principe, l’alfa e l’omega della politica. Il Parlamento non conta più nulla 

 

Bertinotti, la democrazia italiana è in crisi? 

La crisi si prolungava ormai da decenni. Da un anno è stata ingigantita dalla lente d’ingrandimento della pandemia, che ha accentuato tutti i problemi accumulatisi nel tempo. La democrazia parlamentare è stata progressivamente rimpicciolita. Il Parlamento è stato svuotato con la decretazione d’urgenza, il ricorso sistematico al voto di fiducia e infine anche con la riduzione del numero dei parlamentari. Con la pandemia i decreti hanno assunto una forma ancora più straordinaria. L’alfa e l’omega della politica è dentro il Governo. La scomparsa della dialettica storica fra destra e sinistra ha reso il Principe illeggibile. Un’indecifrabilità resa più evidente dalla crisi di governo, che è una crisi-non crisi, una condizione di stabile instabilità. Non c’è niente di compiutamente leggibile, che è il massimo della crisi della democrazia.  

Quando la democrazia smette di funzionare, si apre la strada a tentazioni autoritarie 

Ci sono due forme diverse di autoritarismo, che sono il prodotto della crisi della società. Una crisi di consenso. Le società contemporanee, in Europa come negli Stati Uniti, come si è visto con il fenomeno Trump, hanno progressivamente smarrito quella che era stata la loro caratteristica negli anni più gloriosi, ovvero la capacità di creare consenso anche nella dialettica più aspra.  Un consenso che si è, non a caso, consolidato in epoche segnate dalla riduzione tendenziale delle disuguaglianze. Al contrario, negli anni successivi, le disuguaglianze sono via via esplose e la pandemia le ha rese ancora più drammaticamente evidenti. La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi non ha precedenti nella storia della Repubblica. E, come disperato contraltare, si sono aggravate le povertà. 

Gli autoritarismi diventano una perversa via d’uscita?

La prima tentazione è quella che ha portato alla ribalta Donald Trump: un populismo di destra che pesca nel disagio, che ho descritto e gli fornisce una risposta reazionaria. Il Capo attacca i diversi, le minoranze e tutto quello che non rientra nella sua visione del mondo. L’altra tentazione è più soft. Un autoritarismo meno volgare, quello della tecnocrazia,  dove la tecnica prende progressivamente il posto occupato dalla politica…

Passiamo alla crisi della sinistra. A me sembra in preda a una crisi d’identità che rischia di essere irreversibile… 

In questi giorni si sono ricordati e celebrati i cento anni dalla nascita del Partito Comunista italiano. Un’occasione perfetta per riflettere sullo stato della sinistra. E su una storia intera, la storia del Novecento, la storia del primato della politica, in cui la sinistra ha, da Oriente a Occidente e nelle forme più diverse, lanciato la scalata al cielo, l’idea di superare la società capitalistica e di costruire un mondo di liberi e uguali. Un’epoca formidabile  di conquiste a livello dei diritti e dello diritti e dello stato sociale. L’assalto al cielo finisce con una sconfitta. La sinistra, anziché ribellarsi, subisce, ed è una responsabilità che consegna alla storia, una sorta di mutazione genetica. Smette di essere la rappresentante di una parte della società, per diventare una forza sostanzialmente liberale e perdere, conseguentemente, se stessa e il suo popolo.  

Sembra uno scenario senza luci speranza… 

Sono un ex comunista. Eppure debbo dirle che le uniche parole di speranza non vengono dal campo della politica, ma da una grande cattedra religiosa. Da Papa Francesco. Nell’ultima sua enciclica, e speriamo che non sia l’ultima, ha avuto la forza di guardare criticamente a questa società intollerabile. Lanciando una speranza e indicando una strada, come ha ripetuto splendidamente anche nel suo discorso ad Assisi, quando ha detto che non siamo condannati ad accettare una società del massimo profitto. Le parole di speranza del Papa non riguardano solo i fedeli, ma l’intera umanità. 

Che cosa l’ha più fatta arrabbiare in questo ultimo periodo

Tutto mi fa arrabbiare. Era più facile risponderle, se mi chiedeva che cosa non mi fa arrabbiare. Ebbene, non mi fanno arrabbiare i movimenti che crescono nella società, come dei grandi imprevisti, negli Stati Uniti, in Francia e in Algeria e altrove. Potremmo chiamarle rivolte, anche se sono pacifiche e nonviolente. Sono le uniche cose, che non mi fanno arrabbiare.  

Si è arrabbiato anche quando hanno paragonato alcune sue scelte passate a quelle recentissime di Matteo Renzi? 

No, perché il paragone è solo frutto dell’ignoranza. 

Siete molti diversi? 

 Chiunque non sia totalmente ignorante sulla storia del nostro Paese, lo sa bene!

 

Intervista di Antonello Sette per SprayNews concessa ad Eco da Palazzi

 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche ...

++++

Il grido di dolore della conduttrice radiofonica ed opinionista televisiva Emanuela Falcetti: “Qualcuno mi spieghi perché le bombole per l’ossigeno in molte zone d’Italia si...

Esteri

“I vaccini a mRNA contro il Covid-19 potrebbero essere pericolosi a lungo termine?”. Per trovare una risposta alla domanda che si stanno facendo in...

In evidenza

Oggi in apertura di seduta, prima delle comunicazioni del premier Mario Draghi in vista del Consiglio europeo, il presidente della Camera Roberto Fico ha...

CULTURA

E’ la svendita di un patrimonio architettonico e artistico inestimabile, un altro tassello del depauperamento del patrimonio capitolino. Palazzo Odescalchi, una delle espressioni più...

Copyright © 2015 EcodaiPalazzi.it