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5^ Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

Ricorre oggi la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, a distanza di soli due giorni dalla Giornata europea della Sicurezza in Rete (Safer Internet Day), che si celebra il 9 febbraio.

Per bullismo si intende la condotta di prevaricazione, vittimizzazione ed esposizione ripetuta ad azioni offensive, consistenti in atti di violenza fisica, verbale o psicologica. Nel cyberbullismo, l’offensività delle condotte risulta amplificata, perchè le offese vengono perpetrate attraverso gli strumenti informatici, che garantiscono l’anonimato dei responsabili e permettono la diffusione senza limiti dei dati.

Si tratta di un fenomeno in crescita, a causa della sempre maggiore presenza dello strumento digitale nella nostra vita quotidiana (oggi la percentuale di chi usa internet quotidianamente risulta pari al 74%) e dell’abbassamento della fascia di età dei suoi fruitori, più giovani e quindi meno consapevoli e maggiormente vulnerabili.

Secondo i più recenti dati statistici (Osservatorio Indifesa), il 61% dei giovani, dai 13 ai 23 anni, dichiara di esser stato vittima di episodi di bullismo o cyberbullismo e il 68 % di aver assistito a tali episodi. Il 42% circa dei giovani dichiara di essere stato vittima di episodi di violenza psicologica da parte dei coetanei.

In risposta ai numeri elevatissimi e in costante crescita della violenza in rete, il legislatore nazionale è intervenuto con legge 29 maggio 2017, n. 71, recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, introducendo non solo una tutela sanzionatoria (in ambito penale e amministrativo), ma anche una tutela ad hoc, attraverso la rimozione del dato diffuso in internet da parte del titolare del trattamento e, se necessario, attraverso il coinvolgimento del Garante Privacy, e, in ottica preventiva, una strategia finalizzata alla formazione e all’educazione dei minori e dei loro genitori in ambito scolastico.

La situazione emergenziale da Covid-19 e le misure di isolamento e distanziamento sociale, che essa ha imposto, hanno determinato un maggior utilizzo degli strumenti digitali, soprattutto da parte degli adolescenti, non solo in ambito scolastico, ma anche ludico, con il conseguente aumento di episodi di violenza on line.

Diventa pertanto di fondamentale importanza che lo Stato intervenga capillarmente sul territorio e promuova efficaci programmi di prevenzione, formazione, istruzione e sensibilizzazione all’interno della scuola e della famiglia, al fine di accrescere, in capo al minore e ai suoi genitori, la consapevolezza dei pericoli in rete, attraverso la previsione di spazi appositamente dedicati alla comunicazione e al dialogo su queste tematiche.

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