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Sinistra italiana si spacca sulla fiducia al governo Draghi

Pallottoliere al lavoro in vista del voto di fiducia al governo Draghi, dopo il no all’esecutivo deciso dall’Assemblea nazionale di Sinistra italiana, che ha approvato la relazione di Nicola Fratoianni. Ma non si tratta di una posizione unanime.

“Al termine di un dibattito molto articolato e sofferto l’Assemblea nazionale di Sinistra italiana ha deciso di esprimersi contro la fiducia al governo Draghi. E’ una scelta che rispettiamo ma che riteniamo sbagliata e controproducente per la sinistra e per le fasce sociali messe più a rischio dalla crisi. Vediamo tutte le contraddizioni e i problemi che una maggioranza di questo tipo porta con sè, ma sappiamo che in un momento difficile come questo serve assumersi la responsabilità di dare risposte al Paese difendendo quanto era stato fatto fino a qui dal Governo Conte, a partire dalle scelte fatte sulla sanità anche grazie alla continuità di Roberto Speranza alla guida del ministero della Salute”. Lo annunciano pubblicamente la senatrice di Leu Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto e il deputato di Leu Erasmo Palazzotto al termine dell’Assemblea nazionale di Sinistra Italiana.

“Riteniamo necessario invece confermare e rinsaldare l’asse strategico costituito dall’alleanza tra Pd, M5s e Leu, che hanno sostenuto con lealtà e sino all’ultimo l’esperienza positiva del governo Conte-bis, anche a partire dalle prossime elezioni amministrative. Quella coalizione va ora ribadita e perseguita con determinazione, come ci ha indicato con chiarezza Giuseppe Conte con la proposta di un’Alleanza per lo sviluppo Sostenibile”, proseguono i parlamentari di SI. “Per questo ora è indispensabile rafforzarla con un coordinamento tra i gruppi parlamentari Pd, M5s e LeU, perchè solo così, forti della maggioranza assoluta alla Camera e di quella relativa al Senato, saremo in grado di incidere e indirizzare le scelte del nuovo governo. Quella che sostiene questo governo non è e non potrà mai essere una maggioranza politica. Dunque è all’interno di questa anomalia, nel tentativo di rinsaldare un fronte progressista e non scegliendo la via dell’autosufficienza, che bisogna lottare per affermare un proprio punto di vista.

E’ questo il campo dove bisogna dare battaglia perchè si operi una vera transizione ecologica, per prorogare il blocco dei licenziamenti, per un fisco più equo e progressivo, per il ritorno a un sistema sanitario davvero pubblico e universalistico, perchè il Recovery Fund sia uno strumento utile a rimuovere le diseguaglianze sociali e territoriali. Questo, del resto ci chiedono di fare le associazioni ambientaliste e le forze sindacali e sociali: difendere sul campo e con la possibilità di incidere l’ambiente, un modello di sviluppo sostenibile e gli interessi dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli”, concludono De Petris e Palazzotto.

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