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Rassegna

”Dai giornali”, press review 18 febbraio 2021

Discorso di Draghi. Un discorso di ampio respiro, lungimiranza e forte ricucitura, che propone una visione, prova a riaccendere fiducia e speranza e disegna un orizzonte di crescita economica, sviluppo e progresso (Guerzoni sul Cds). È il mercoledì delle ceneri e la politica inizia la sua quaresima (Bei su Rep);

Cresci i figli. I renziani del Pd mettono in croce Marcucci per aver avallato al Senato l’intergruppo con Leu e M5s. Renzi non si capacita dello sgarbo (Meli sul Cds);

Zanda scettico. Zanda: “Sarebbe necessario un intergruppo fra tutti i partiti della maggioranza. Se noi facciamo il nostro e il centrodestra il suo, non abbiamo risolto niente” (int. su Rep);

Congresso iniziato. Renzi, che in teoria dovrebbe preoccuparsi di Italia Viva, si occupa del Pd: “Una strategia che distrugge i sogni riformisti del Pd”. Replica l’on. Bordo: “I sogni riformisti li hai uccisi tu con il 18%. Noi, malgrado te, stiamo ricostruendo” (Vitale su Rep);

Lega. Draghi nel discorso assesta quattro sberle alla Lega: 1) euro irreversibile; 2) maggiore integrazione europea; 3) progressività dell’Irpef (contrario della flat tax); 4) atlantismo senza se e senza ma. Salvini nella replica incassa le sberle ma rilancia con temi divisivi: “Occorrono Tav e Ponte” (Lopapa su Rep);

A brigante. Meloni: “Anche il centrodestra crei un intergruppo parlamentare per coordinare l’attività nella maggioranza”. Sul fronte centrista Berlusconi esclude nuove armate Brancaleone: “Nessun rassemblement con Renzi, Toti e Calenda” (Di Caro sul Cds);

Il diavolo fa le pentole. Draghi nomina sottosegretario alla Presidenza, capo del Dagl e capo di gabinetto tre persone (Garofali, Deodato e Funiciello) di cui Renzi volle liberarsi ai tempi in cui si credeva Re Sole (Valentini sul Fg)

Psicodramma. Non bastassero le divisioni sul governo Draghi, nel M5s esplode la guerra interna fra partito e Rousseau. Casaleggio, dopo la nascita ufficiale del direttorio di cinque persone: “Da oggi termina la reggenza della figura del capo politico”. Crimi piange da Grillo e arriva la replica: “La mia funzione di reggenza, sentito il garante, non è conclusa e proseguirà fino a quando non saranno eletti i cinque membri” (Pucciarelli su Rep);

Male parata. L’ombra di Gualtieri sconvolge i piani della sindaca Raggi che adesso chiede un quesito secco su Rousseau sul suo bis. Blandisce Conte (“Il mio pensiero va a Giuseppe Conte, che stimo”) ma il rapporto dell’ex premier con Gualtieri è troppo strutturato per sperare in un endorsment. Inoltre una fronda di consiglieri grillini è pronta a creare una lista Conte in appoggio all’ex ministro (Favale su Rep).

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