Il Presidente della Repubblica Mattarella ha consegnato l’Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Rosa Oliva, donna salernitana – che ha ricoperto importanti incarichi pubblici e fondatrice nel 2010 dell’associazione Rete per la parità di cui è presidente – ricordata per aver aperto la strada a tutte le donne italiane per la partecipazione ai concorsi pubblici.
Già nel 2010 era stata nominata Grande Ufficiale della Repubblica italiana dall’allora Presidente della Repubblica Napolitano. Appena laureata, infatti, presentò domanda per il concorso da consigliere di prefettura ma fu esclusa in quanto donna.
Assistita dal suo Prof. Avv. Costantino Mortati, impugnò l’esclusione e ottenne dalla Consulta la sentenza 33/1960, che ancora oggi viene associata al suo nome, che dichiarò incostituzionale la disposizione che impediva l’accesso delle donne alle principali carriere e uffici pubblici, per violazione dei principi di uguaglianza e di accesso paritario ai pubblici uffici e alle cariche elettive senza discriminazioni tra i sessi.
Fu una sentenza storica per l’ Italia nell’ambito della parità dei sessi. Da quel momento in poi caddero le discriminazioni di genere anche in altre professioni e le donne poterono partecipare a vari concorsi quali quello in prefettura, in magistratura, in diplomazia ed altri. Infatti, nel 1963 fu approvata la legge che aprì la magistratura alle donne, ma la strada fu lunga – e ancora lo è – se si pensa che solo nel 1999 fu eliminata nel nostro ordinamento l’ultima preclusione per le donne: quella nella carriera militare.
