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Esteri

Guerra, i progetti USA per l’Europa

Guerra i progetti USA per l'Europa
Il Pentagono sta progettando di dislocare in Europa e nella regione dell’Asia-Pacifico tre gruppi operativi tattici dell’esercito degli Stati Uniti.

“Li stiamo creando proprio ora” ma “non siamo pronti a rivelare dove saranno effettivamente localizzati”, ha annunciato il generale statunitense James C. McConville, giovedì 11 marzo.
Stando a quanto riferito dalla TASS, tali formazioni disporranno di armamenti di precisione a lungo raggio, probabilmente di missili ipersonici, missili a medio raggio e missili antinave, di risorse spaziali e di mezzi di difesa antimissile, nonché degli strumenti necessari per condurre operazioni di ricognizione e di guerra cibernetica ed elettronica.
Come si legge sul sito specializzato airforcemag.com, i missili ipersonici potrebbero essere impiegati nella distruzione delle difese aeree nemiche, con l’obiettivo di aprire la strada agli aerei dell’aeronautica e della marina militare Usa.

McConville ha spiegato che non si stratta di una novità assoluta per l’esercito americano: 30 anni fa, nella Guerra del Golfo, gli elicotteri d’attacco AH-64 Apache, “eliminando quei due sistemi di difesa aerea, aprirono un varco, permettendo così all’aeronautica di proseguire e di … fare le cose incredibili di cui era capace” .
Giulia Zanette
Gli USA e la favoletta delle sanzioni “Mirate”
“[L’economia iraniana] è basata sul petrolio ma non interamente.
Certo, il settore petrolifero è il più importante per gli iraniani. Tuttavia, per loro non si trattava solo del petrolio ma anche della capacità di diversificare la loro economia. Per esempio, abbiamo iniziato a colpire l’industria automobilistica in Iran nel giugno del 2013 per poter attaccare altri aspetti della loro industria nazionale, per attaccare cose come la disoccupazione, per provare a farla salire e rendere la situazione un po’ più delicata.”
Così un sorridente Richard Nephew presentava nel 2017 il proprio libro “L’arte delle sanzioni“, in cui viene svelato, tra le altre cose, il ruolo dell’amministrazione Obama nella svalutazione del rial iraniano nel 2013, alla base della mancanza di farmaci e di apparecchiature mediche nel Paese.
La recente nomina di Richard Nephew a vice inviato speciale degli Stati Uniti per l’Iran non fa ben sperare sulle intenzioni dell’amministrazione Biden nei confronti della Repubblica Islamica, tanto più che Teheran ha posto la revoca delle sanzioni Usa come condizione del suo ritorno alla completa implementazione dell’accordo sul nucleare. 
Nel frattempo, il Wall Street Journal ha rivelato che, dalla fine del 2019, Israele ha colpito almeno una dozzina di navi cariche di petrolio iraniano dirette in Siria a dispetto delle sanzioni.

Tali attacchi, condotti anche con l’ausilio di mine navali, si aggiungono alle centinaia di bombardamenti dell’esercito israeliano contro obiettivi iraniani in Siria.

Le forniture provenienti dall’Iran hanno permesso per anni alla Siria di compensare la perdita di produzione nazionale di petrolio dovuta al conflitto in corso nel Paese. Un altro “successo” della politica estera statunitense.
Giulia Zanette
Bolivia: arrestata l’ex autoproclamata presidente Anez

Carcere preventivo per l’ex presidente ad interim della Bolivia Jeanine Áñez.

Il mandato d’arresto è stato emesso dalla Procura nei confronti di Áñez e di cinque ministri del suo governo, dietro l’accusa di terrorismo, sedizione e associazione a delinquere.

Áñez, autoproclamatasi presidente nel 2019, davanti alle telecamere continua a negare che ci sia mai stato un colpo di stato. Secondo Reuters, oltre a membri del governo sarebbero incriminati anche funzionari dell’esercito, della polizia ed esponenti dell’opposizione. Se la richiesta viene accolta dal giudice in carico, l’ex presidente dovrà passare sei mesi in carcere.

Domenica 14 marzo si è svolta la prima udienza. Il carcere preventivo è stato applicato per il rischio di fuga degli accusati. Il golpe del 2019, ai danni del governo di Evo Morales, aveva goduto del sostegno sia dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) che di Washington.

Áñez ha dichiarato che si tratta di una “persecuzione politica” volute dal MAS, il partito socialista che fa capo a Morales e al presidente Luis Arce, mentre gli altri ministri lamentano di non aver ricevuto nessuna notifica di arresto. In seguito alle dichiarazioni, gli USA, l’Onu, L’organizzazione degli Stati Americani e l’Ue hanno richiesto un “giusto processo” per gli ex funzionari, i quali hanno richiesto l’invio di osservatori.

Si tratta della prima azione decisiva del Presidente Luis Arce verso i protagonisti del golpe. Arce ha dichiarato di voler “ricostruire e stabilizzare il paese”.

Leni Remedios

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