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Riequilibrio di genere nelle cariche pubbliche: iniziato l’esame al Senato del DDL Pinotti

Il 4 marzo scorso la prima Commissione permanente del Senato (Affari costituzionali) ha iniziato l’esame, in sede referente, del disegno di legge sul riequilibrio di genere nelle cariche pubbliche, A.S., sulle “Norme per la promozione dell’equilibrio di genere negli organi costituzionali, nelle autorità indipendenti, negli organi delle società controllate da società a controllo pubblico e nei comitati di consulenza del Governo”, presentato dall’on. di Roberta Pinotti e altri il 28 aprile 2020.

Il disegno di legge prevede il riequilibrio di genere negli organi della Corte costituzionale, del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, del Consiglio Superiore della Magistratura, delle autorità indipendenti, delle società controllate da pubbliche amministrazioni e dei comitati di consulenza del governo, in attuazione dell’art. 51 della Costituzione che stabilisce che tutti i cit­tadini dell’uno e dell’altro sesso possono ac­cedere agli uffici pubblici e alle cariche elet­tive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.

L’afferma­zione dei diritti delle donne è avvenuta anche a livello inter­nazionale (Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York il 18 dicembre 1979, ratificata con l. n. 132 del 1985) e a livello europeo (art. 2 del Trattato UE, che annovera fra i compiti dell’UE quello di promuovere la parità fra uomini e donne,  e art. 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea).

Un altro passo importante in questa dire­zione è stato compiuto con l’approvazione della legge n. 120 del 2011, c.d. legge Golfo-Mosca, che ha previsto le quote di genere nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle società quotate in mercati regolamentati e delle società, costi­tuite in Italia, controllate da pubbliche am­ministrazioni, non quotate in mercati regolamentati­.

Come dicevamo, il disegno di legge all’esame del Parlamento intende promuovere l’equilibrio di genere anche negli organi co­stituzionali, nelle autorità indipendenti e ne­gli organi delle società quotate e non quo­tate controllate da pubbliche amministra­zioni, settori dove l’accesso delle donne a posizioni di vertice e di direzione è rimasta minoritaria. In questa direzione, l’introdu­zione di queste norme influisce sulla società ita­liana nel suo complesso, in quanto solo attraverso la valorizzazione della differenza di ge­nere e l’affermazione della specificità, della libertà e dell’autonomia femminili si può raggiungere un’effettiva parità giuridica e sociale tra donne e uomini.

S.D.

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