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Europa

Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, le conferme di Josep Borrell

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, ha confermato, a nome dell’Unione, il suo impegno istituzionale a favore dell’eliminazione del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e dell’intolleranza a essi connessa.

Secondo la relazione del 2018 – “Seconda indagine su minoranze e discriminazioni nell’Unione europea” – dal titolo “Essere di colore nell’UE”, il 39% delle persone di origine africana si è sentito discriminato dal punto di vista razziale nei cinque anni precedenti l’indagine. Ma il problema è diffuso, e sono in molti che si trovano tutti i giorni ad affrontare il razzismo e la xenofobia sotto varie forme, dai reati generati dall’odio alla difficoltà di accesso ai servizi, al lavoro, alla salute, o all’esclusione.

La pandemia di COVID-19 ha accentuato le problematiche connesse alle discriminazioni razziali, messo in evidenza il persistere del razzismo e della discriminazione nelle nostre società e ulteriormente aggravato le difficoltà preesistenti, aumentando in alcuni casi la pressione sulle minoranze. Il razzismo sistemico in Europa è profondamente radicato in tutti i settori della società così come in tutte le strutture e mette a repentaglio la promozione, la tutela e la realizzazione dei diritti umani di ogni persona.

Dal 2000 l’Unione ha emanato legislazioni intese a combattere la discriminazione razziale e i reati di stampo razzista, e diverse iniziative politiche hanno cercato di affrontare il razzismo a livello di UE. Fondamentale al riguardo, sono la direttiva sull’uguaglianza razziale (2000/43/CE); la decisione quadro del Consiglio sul razzismo e la xenofobia (2008/913/GAI); la direttiva sui diritti delle vittime (2012/29/UE).

La direttiva sull’uguaglianza razziale stabilisce che «il principio della parità di trattamento non osta a che uno Stato membro mantenga o adotti misure specifiche dirette a evitare o compensare svantaggi connessi con una determinata razza o origine etnica» (articolo 5). La direttiva istituisce inoltre organismi per la promozione della parità di trattamento, i cui compiti sono fornire assistenza alle vittime di discriminazione, condurre ricerche su tale fenomeno e formulare raccomandazioni su come affrontarlo. In attuazione della direttiva, nel giugno 2018 la Commissione europea ha pubblicato una raccomandazione sulle norme per gli organismi per la parità. Tali norme riguardano i mandati di detti organismi, la relativa indipendenza ed efficacia, nonché il coordinamento e la cooperazione con altri organismi e autorità. Inoltre, il gruppo dell’UE sulla non discriminazione, l’uguaglianza e la diversità ha approvato, nell’ottobre 2018, gli orientamenti per il miglioramento della raccolta e dell’uso dei dati sull’uguaglianza (Guidelines on improving the collection and use of equality data).

La decisione quadro sul razzismo e la xenofobia prevede che la motivazione del pregiudizio sia considerata una circostanza aggravante o che sia presa in considerazione dal giudice all’atto della determinazione della pena inflitta agli autori dei reati (articolo 4).

La direttiva sui diritti delle vittime prevede che le vittime di reati generati dall’odio siano oggetto di una valutazione individuale, per individuare le specifiche esigenze di protezione (articolo 22). La piena attuazione del diritto dell’UE implica incoraggiare le vittime a sporgere denuncia presso la polizia per i reati razzisti e ad assicurare la corretta registrazione da parte della polizia della motivazione razzista al momento della denuncia stessa. In tal modo, oltre a sostenere le indagini e il perseguimento dei reati di stampo razzista, si creeranno le basi per un’assistenza più efficace alle vittime. In attuazione di tale direttiva, nel 2017, gli Stati membri hanno concordato tre principi guida fondamentali relativi ai reati motivati dall’odio e  all’assistenza alle vittime: la formazione sui crimini motivati dall’odio per le autorità di contrasto e giudiziarie in ambito penale, il miglioramento della registrazione di tali crimini da parte delle autorità di contrasto e la garanzia di giustizia, protezione e sostegno alle vittime dei crimini e dei discorsi motivati dall’odio.

Il 18 settembre 2020 l’UE ha adottato il suo piano d’azione contro il razzismo 2020-2025 al fine di intensificare gli interventi contro questo fenomeno, riconoscendo che non si tratta solo di atti perpetrati da singoli individui, ma che il razzismo può essere anche strutturale. È un primo passo positivo, che deve essere accompagnato da azioni concrete. Esso è in linea con il piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024, che definisce un quadro favorevole a interventi intesi a proteggere le persone e a eliminare le disuguaglianze, la discriminazione e l’esclusione, con l’ambizione di fare della lotta contro il razzismo un elemento chiave del dialogo e della cooperazione tra EU e Paesi membri.

Il 7 ottobre 2020 la Commissione europea ha adottato un quadro strategico rafforzato dell’UE per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei Rom, volto a promuovere l’inclusione nei quattro ambiti settoriali individuati: istruzione, occupazione, assistenza sanitaria e alloggi.

La dichiarazione dell’Alto rappresentante proclama una UE antirazzista, che sappia promuovere la prevenzione così come la sanzione, ispiri le sue azioni all’inclusione, e abbia come bussola la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, in questo percorso collettivo verso una società più giusta, più equa e più inclusiva.

Fondamentale, nella lotta contro il razzismo, è la cooperazione multilaterale tra gli Stati membri, l’impegno di tutte le istituzioni, il coinvolgimento di tutte le generazioni e di tutte le comunità.

 

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