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Rassegna

“Dai giornali”, press review 24 marzo 2021

Marcucci isolato. Luca Lotti e Alessandro Alfieri, coordinatore di Base riformista, si accordano con Letta ma Marcucci resiste (Meli sul Cds). La partita sui capigruppo ha offerto l’assist a Guerini e Lotti per liberarsi di Marcucci (ndr);

Con calma. Letta: “Vedo con grande favore l’ingresso dei 5 stelle nella famiglia socialista europea. La decisione va presa entro la fine dell’anno” (Lauria su Rep);

Come si cambia. Bonaccini: “Alleanza con i 5 stelle? Se confermeranno posizioni riformiste e europeiste saranno interlocutori naturali (int. sul Cds);

M5s. Conte accelera perchè la battaglia con Rousseau avrà tempi lunghissimi e quindi è inutile aspettare. La rivoluzione può attendere: resterà il nome M5s (con l’inserimento della data 2050) e la struttura seguirà le indicazioni degli stati generali: una segreteria e responsabili d’area tematici (Pucci sul Msg);

Giorgetti non “delega”. A 12 giorni dall’insediamento del governo, il ministro dello Sviluppo non ha ancora assegnato le deleghe ai sottosegretari e alla viceministra. Impossibile così convocare i tavoli di crisi aziendali (Man);

Così si schianta la Presidenta. Predica bene e razzola male. Ci risiamo: a dare il cattivo esempio questa volta è la ex presidente della Camera e femminista Laura Boldrini che considera la sua colf ed alcuni membri del suo staff non meritevoli di rispetto. Deve dei soldi e soprattutto un esempio di buon modello che non da e  che continua a blaterare… agli altri! (Sallusti su Il Giornale)

Lombardia. Il centrodestra in tilt ma il Pd non cavalca l’onda. Finora l’opposizione più efficace l’aveva fatta il sindaco Sala ma da qualche tempo è diventato afono (Valentini sul Fg);

Roma. Si dimette un’altra consigliera del M5s, Gemma Guerrini, e la maggioranza adesso conta solo su 25 voti su 49 (compreso quello della sindaca). Inoltre fra quei 25 ci sono quattro consiglieri molto critici verso Virginia Raggi. Fratelli d’Italia: “Raggi ha più consulenti che consiglieri” (Capurso su La St);

Guerra nell’Aifa. Da mesi nell’Agenzia del farmaco c’è uno scontro fra il presidente Giorgio Palù (vicino alla Lega) e il direttore generale Nicola Magrini (scelto da Speranza). Si rimpallano colpe e responsabilità sui continui cambi di posizione sulle sperimentazioni. Il viceministro Sileri non ha dubbi: “Palù è un uomo di scienza e ha un cv di tutto rispetto, Magrini non ha un cv di peso” (Trocino sul Cds).

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