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Omofobia, la Pdl Zan all’esame del Senato. I dettagli

A pochi giorni dalle due aggressioni con movente omofobo avvenute a Roma e in provincia di Comosubite rispettivamente da una coppia omosessuale nei pressi della stazione di Valle Aurelia, e da un ragazzo, per il colore dei capelli, mentre camminava in strada, si torna a discutere sulla necessità di approvare con urgenza la proposta di legge recante “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, presentata dall’on Zan e altri, approvata dalla Camera il 4 novembre scorso e attualmente all’esame del Senato. Il testo della proposta, che si pone in continuità con la legge n. 76 del 2016 che ha disciplinano le unioni civili e le convivenze, appronta modifiche agli artt. 604 bis (estendendo le condotte delittuose ivi previste anche alle ipotesi di discriminazioni, violenze o provocazione alla violenza, dettate da motivi di orientamento sessuale e identità di genere e integrandole attraverso la previsione del divieto di costituire un qualsiasi ente che preveda finalità di violenze o discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere) e 604 ter del codice penale (estendendo la circostanza aggravante ivi prevista ai reati commessi in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere della vittima). La proposta infine riconosce il 17 maggio quale Giornata nazionale contro l’omofobia ed introduce la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere. 

La proposta si colloca in linea con la risoluzione del Parlamento europeo del 2006 sull’omofobia in Europa – che definisce l’omofobia come “una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo” – e con numerose decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo, che hanno ribadito la necessità che gli Stati si attivino per contrastare efficacemente, a livello preventivo e penalistico, l’omofobia e la transfobia 

S.D.

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