“Dobbiamo far tesoro della lezione sempre attuale di Ezio Tarantelli. Occorre ricercare la massima condivisione tra Governo e parti sociali per affrontare la difficile fase di emergenza sanitaria, economica ed occupazionale provocata dalla pandemia”.
È quanto sottolinea oggi il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, in un intervento sul ‘Sole 24 ore’ a trentasei anni dal barbaro assassinio di Ezio Tarantelli, l’ispiratore dello storico accordo di San Valentino del febbraio 1984 tra il Governo Craxi, la Cisl e la Uil sul raffreddamento del punto di scala mobile.
“Era il 27 marzo 1985 quando due brigatisti gli spararono con una mitraglietta davanti alla Facoltà di Economia de ‘La Sapienza’, ricorda Sbarra. ”Tarantelli era un economista di grande profilo, allievo di Federico Caffè e di Franco Modigliani. Aveva difeso con coraggio le sue idee sulla necessità di restituire al sindacato spazi di ‘agibilità negoziale’ sottratti alle dinamiche automatiche del costo del lavoro. Sosteneva che bisognava puntare sulla contrattazione e su una maggiore autonomia e responsabilità delle parti sociali nelle scelte di politica economica. Questo era il suo modello ‘riformista’ che trovò una efficace applicazione anche nel decennio successivo nei grandi accordi di ‘concertazione’ tra Governo e parti sociali sulla politica dei redditi che ci salvarono dalla bancarotta, tenendoci agganciati all’Europa monetaria”. Per il neo leader della Cisl ”costruire nelle prossime settimane un grande ‘patto sociale’ è il modo migliore per onorare la memoria ed il sacrificio di un grande intellettuale che ha pagato con la propria vita per aver indicato al paese un percorso riformatore alternativo al conflitto”.
