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Parità

EIGE, la ricerca sull’impatto del Covid 19 sul contrasto alla violenza di genere

L’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di genere (EIGE), agenzia dell’UE dedicata alla parità di genere, ha pubblicato i primi risultati di una ricerca sull’impatto del Covid-19 su servizi, misure e normative dei paesi membri dell’Unione Europea per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere. Lo studio, intitolato “La pandemia Covid-19 e la violenza da parte del partner contro le donne nell’UE”, riferito al periodo da marzo a settembre 2020, offre una panoramica delle misure intraprese in tutta l’UE per sostenere le vittime di violenza durante l’epidemia e fornisce raccomandazioni per l’UE e gli Stati membri su come supportare le vittime durante le situazioni di crisi.

Lo studio rileva che tutti gli Stati membri dell’UE hanno implementato o introdotto nuove misure per sostenere e proteggere le donne vittime di violenza e i loro figli, durante la pandemia, anche se queste ultime sono state raramente accompagnate da finanziamenti aggiuntivi. Alcuni Stati membri hanno introdotto disposizioni normative finalizzate a garantire la continuità dei servizi a sostegno delle donne e dei loro figli, e nuovi strumenti di comunicazione e supporto per le vittime, come per esempio l’adozione di specifici canali per la richiesta di aiuto (servizi di assistenza telefonica, app per cellulare, forme di messaggistica istantanea, nuovi servizi di posta elettronica, intensificazione dei numeri di emergenza), la diffusione di campagne di sensibilizzazione sui social media, sulla stampa, o in televisione, al fine di aumentare la consapevolezza della violenza e incoraggiare le donne a denunciare, la realizzazione di servizi di supporto e consulenza su come risolvere i conflitti all’interno delle relazioni e delle famiglie.

Lo studio rileva che, prima dello scoppio della pandemia da Covid-19, nessuno degli Stati membri disponeva di una strategia di emergenza per affrontare l’aumento della violenza in tempi di crisi, e che solo 8 Stati membri hanno considerato i servizi di supporto per le vittime di violenza di genere come essenziale e hanno realizzato la protezione della donna, attraverso l’innalzamento del numero di alloggi nelle case rifugio o l’allontanamento dell’autore del reato. Raramente sono stati implementati i servizi a sostegno dei figli delle donne vittime di violenza e dei gruppi svantaggiati, come rifugiati, donne migranti, senzatetto, anziane, LGBT o diversamente abili.

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