Connect with us

Hi, what are you looking for?

In evidenza

Pd, Bettini: “Basta caminetti, far contare di più gli iscritti”

“Ha ragione Letta. Basta: governo, governo e solo governo. Senza il governo ci sentiamo nudi e impotenti. Al contrario la nostra lotta va condotta dall’alto e dal basso. Servono buoni generali ma anche fanterie coraggiose, intelligenti, in condizione di decidere. Si dice che è insostenibile nel Pd l’invadenza delle correnti. Lo sostengo un pó solitariamente da tanti anni. Ma esse sono il frutto di una soggettività perversa, o alla fine sono state la soluzione inevitabile per tenere in piedi in qualche modo un organismo che complessivamente veniva meno? La questione è aperta. Bisogna andare alla radice. Ricostruire un tessuto nel quale le correnti possano trasformarsi in aree politiche e di pensiero, slegate dagli organigrammi e da decisioni dirette sul potere. Questo, tuttavia, è possibile se lo scettro della sovranità della decisione politica si riporta anche ai nostri iscritti. Non rimane chiuso nelle mani di caminetti, formali o informali, che alla fine decidono tutto, spesso in compromessi confusi. Deve diventare normale e costante dentro il partito una pratica democratica di consultazione, di partecipazione e di decisione degli iscritti nell’esercizio della loro responsabilità personale… Questo deve avvenire non solo nel “luogo” del circolo; ma in un ospedale, una scuola, una università, una fabbrica, una piazza comunale, un grande centro commerciale. Il nostro popolo non lo riconquisteremo mai con la pedagogia, l’intervento esterno, i programmi giusti, le parole d’ordine accattivanti ma alla fine inerti. Lo potremo riconquistare attraversando il disagio e il disorientamento delle persone, anche quelle che aderiscono al Partito democratico. Facendole contare, dando loro responsabilità e potere”.

Così Goffredo Bettini in un intervista al quotidiano ‘Il Riformista’. Bettini parla anche della scelta da lui sostenuta dell’alleanza con i 5 stelle: “Accettare compromessi mentre avanza la propria strategia, è il contrario della subalternità. La subalternità è l’enunciazione stanca e impotente della propria tavola di ‘principi’ mentre i processi reali, non diretti, vanno da un’altra parte. Anche la polemica circa il carattere strategico, strutturale, organico del rapporto con il Movimento 5 stelle, per il quale mi sarei battuto è stata la distorsione di una posizione che mi è stata volutamente attribuita per amor di polemica – chiarisce il dirigente dem -. Non c’è una sola occasione nella quale abbia definito in questi due anni l’alleanza con il movimento di Grillo, nei termini appena ricordati. Ho parlato, piuttosto, della necessità di un’alleanza politica, che vedevo procedere a rilento e con troppa incertezza. Quando si decide di governare il paese insieme per un’intera legislatura, occorre schiettezza e responsabilità. Non si governa dicendo che il tuo alleato fa schifo. Da nemici”. 

Bettini parla anche della legge elettorale: “Nei mesi passati ho affermato apertamente di preferire un sistema elettorale proporzionale. Esso poteva e doveva garantire a tutti i contraenti di una possibile maggioranza di governo, l’esercizio pieno di una propria sovranità, di un proprio rapporto con l’elettorato, di un proprio profilo culturale e politico. Forze parallele, distinte, che dopo l’esito elettorale, possono stabilire un’intesa di governo, un compromesso alto, scegliendo la leadership sulla base dei rispettivi rapporti di forza. Oggi Enrico Letta, interpretando un vasto sentimento degli elettori democratici, ha rilanciato uno schema elettorale maggioritario. Ammiro il geometrico ragionamento che il segretario del Pd ha svolto per definire i contorni del rapporto, che ha ribadito fondamentale, con il Movimento 5 stelle e con l’insieme delle forze del centro sinistra. Sostengo, dunque, questa nuova scelta. Ma ai fautori dell’orgoglio del Pd, in chiave di rifiuto dell’alleanza che ha sostenuto il governo Conte II, ricordo che questo schema maggioritario va gestito con molta cura perché presenta insidie. Esso si, potrebbe determinare un’alleanza costretta e strategica con il Movimento 5 stelle, in virtù della medesima natura del meccanismo elettorale. Confido nell’intelligenza di Enrico Letta, che nei suoi primi passi mi è parso convincente, autorevole e molto corretto. Confido in lui, ed anche in Conte, che dovrà rifondare il movimento di Grillo. Confido che non emerga una sovrapposizione di elettorati, di riferimenti sociali, di parole d’ordine. Perché la somma tra noi e i nostri alleati dovrà ampliare i confini del centrosinistra e non raggrumare tutte le leadership attorno al medesimo e statico francobollo di consenso elettorale”. 

Infine sulla posizione del Conte ter o morte Bettini sostiene che “se non avessimo mantenuto lealmente fino allo stremo l’asse politico del Conte II, non sarebbe stato neppure possibile un sostegno dell’insieme della precedente maggioranza di governo, alla formazione del governo Draghi. Bene. Siamo qui a sostenere Draghi, sapendo che il suo esecutivo è transitorio, preparatorio a una futura inevitabile e salutare sfida tra destra e sinistra. Credo che di questo sia pienamente consapevole lo stesso Draghi, che non va logorato in una sorta di stanco governo di unità nazionale, piuttosto spinto e aiutato a portare a termine alcuni decisivi adempimenti economici e sanitari”. 

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche ...

Esteri

“I vaccini a mRNA contro il Covid-19 potrebbero essere pericolosi a lungo termine?”. Per trovare una risposta alla domanda che si stanno facendo in...

In evidenza

Gentile signor Pres. Conte, mentre La ringrazio per la Sua umanità e le parole non retoriche, che pronuncia parlando alla gente, desidero farle qualche...

++++

Il grido di dolore della conduttrice radiofonica ed opinionista televisiva Emanuela Falcetti: “Qualcuno mi spieghi perché le bombole per l’ossigeno in molte zone d’Italia si...

CULTURA

E’ la svendita di un patrimonio architettonico e artistico inestimabile, un altro tassello del depauperamento del patrimonio capitolino. Palazzo Odescalchi, una delle espressioni più...

Copyright © 2015 EcodaiPalazzi.it