Maria Chiara Carrozza era stata nominata dal Ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, con il decreto firmato il 12 aprile scorso. Carrozza sarà in carica per i prossimi quattro anni
“Mi fa un effetto da brivido, perchè mi sento di entrare a contatto con la storia di questo Paese, e percepisco una grande responsabilità. Oggi sono entrata per la prima volta in presidenza al Cnr e mi sono emozionata”. Così la nuova presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza sul Corriere della Sera.
“La robotica, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale cambieranno il mondo, e noi ricercatori siamo parte di questa spinta al cambiamento – afferma – abbiamo il dovere morale di cercare il bene comune e l’interesse pubblico. Profumo e Nicolais sono sempre stati un riferimento per me. Sicuramente scienza, politica e impresa devono dialogare di più, hanno un interesse comune: il bene dell’umanità”. “Il simbolo di una presidenza al femminile può dare un senso di novità – aggiunge – per me però questo è solo il passo iniziale, poi si inizia a lavorare tutti insieme donne e uomini per il progresso della ricerca. Non ho paura della burocrazia perchè ho fiducia nel diritto. Cercherò di dialogare con i sindacati e di vedere la loro prospettiva, sono ottimista e penso che dobbiamo imparare a conoscerci. Cercherò di essere vicina alle ricercatrici e ai ricercatori”.
“La ricerca è il nostro futuro – osserva – lo abbiamo capito durante la pandemia, i dispositivi di protezione individuale, i vaccini, le terapie, sono tutti frutti della ricerca e della scienza. Senza di essi saremo ancora di più nei guai. Il Cnr ha bisogno di attenzione, di riforme sostenibili e di risorse, ma per entrare nel merito mi serve ancora tempo. Non ho ricette pronte. Dobbiamo capire il contesto e il posizionamento del Cnr, analizzare le sue potenzialità e provare ad immaginare un piano strategico. Dobbiamo misurare, valutare e comprendere”.
“Il Cnr può essere lo strumento strategico del Paese per sviluppare la ricerca e la competenza – conclude – dobbiamo rispondere a questa chiamata. C’è tantissimo ancora da fare, anche perchè in Italia non c’è ancora un ambiente favorevole all’innovazione, occorre facilitare i bevetti, sostenere le certificazioni, i trial sperimentali, avere assicurazioni, strumenti legali, e metodi per garantire il passaggio da scienza in tecnologia, abbiamo la ricerca ma non abbiamo il resto”.
Nel giorno dell’insediamento alla presidenza del Cnr, Maria Chiara Carrozza ringrazia tutti i dipendenti dell’Ente per l’accoglienza riservatale e per il lavoro che hanno continuato a svolgere anche durante i mesi di pandemia.