Fuoco amico. Siamo sicuri che anche il centrodestra abbia delle buone risorse da mettere in campo alle amministrative ma finora non ce ne siamo accorti (Giuli sul Tempo);
M5s confuso. Mentre Conte parla di una scuola-quadri, di un centro di formazione” per giovani politici, Grillo invece parla di limite di due mandati. Uno vuole investire tempo e denaro per preparare dei dirigenti e l’altro, in base al principio dell’uno-vale-uno, li vuole mandare via dopo dieci anni (Polito sul Cds);
Ginepraio. Il Tribunale di Cagliari notifica al pm la nomina dell’avv. Decurtas come curatore speciale del M5s dato che al momento il M5s non ha un legale rappresentante. Conte farebbe bene a non sottovalutare la vicenda sia dal punto di vista giuridico che politico (Di Sanzo sul Gn);
Roma. Calenda dimentica centrodestra e centrosinistra: “Il mio obiettivo è arrivare al secondo turno perché lì, come dicono i sondaggi, batterei la Raggi di 20 punti” (int. su La St);
Napoli. Butta male per Italia Viva a Napoli: lanciando la candidatura di Migliore alle primarie hanno innervosito De Luca che invece punta tutto sull’ex ministro Manfredi (senza passare dalle primarie). Fuggi fuggi di consiglieri da Italia Viva sia nel Consiglio metropolitano che nelle Municipalità (Roano sul Matt);
Meditate sovranisti. Il Montenegro non può ripagare il miliardo di euro chiesto ai cinesi per una super autostrada e quelli in cambio chiedono un pezzo di territorio. Morale: cari sovranisti di ogni specie, quando attaccate l’Europa perché non volete “cedere sovranità”, contate fino a dieci (Feltri su La St);
Moby. Indagando sul crac finanziario della società di navigazione della famiglia Onorato, la Procura scopre finanziamenti a fondazioni e partiti: 120mila euro (per due anni) alla Beppe Grillo srl (che gestisce il blog del fondatore), 600mila euro (per due anni) a Casaleggio e Associati “per sensibilizzare le istituzioni sul tema dei marittimi”, 200mila a Open, 100mila a Change, 80mila al Pd, 10mila a Fratelli d’Italia (De Riccardis e De Vito su Rep);
Trattativa “Stato-giornalista”. Gianni Minoli vuole un posto nel nuovo Cda della Rai e ricorda a tutti che da dieci anni la Rai gli deve più o meno 30 milioni per i diritti delle immagini di La Storia siamo noi. Come strumento di persuasione dovrebbe bastare (Rodano sul Ft).
