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Occupazione, le proposte Uil per uscire dalla crisi

Il segretario generale della Uil Bombardieri davanti la sede Amazon di Passo Corese, Fara in Sabina, Rieti

“L’Italia si cura con il lavoro”

Questo lo slogan della manifestazione svoltasi in occasione del recente Primo Maggio davanti i cancelli chiusi della multinazionale Amazon di Passo Corese in provincia di Rieti e che ha visto l’intervento del segretario generale della Uil PierPaolo Bombardieri. Oggi non è una giornata di festa, ha detto Bombardieri- è un giorno di mobilitazione per il lavoro, per le persone che il lavoro non lo hanno, per i cassa integrati, per chi vive di ammortizzatori sociali, per chi non lavora e non ha nessuna copertura, per chi ha dovuto chiudere la propria attività e non riesce a ripartire, per chi è uscito dal lavoro e si ritrova con una pensione da fame, per chi il lavoro non lo trova, per chi ha perso la vita con il lavoro.”

Ed è proprio dietro questi cancelli della multinazionale Amazon che si contano ben 40.000 lavoratori, di cui oltre 10.000 sono precari, con lavori trimestrali, spesso non rinnovati, con ritmi e turni di lavoro massacranti, diretti dagli “algoritmi definiti da Amazon. “Oggi nessuna festa, ma tanta rabbia ha sottolineato Il Segretario Bombardieri Siamo qui davanti ai cancelli di questa multinazionale per ricordare al governo, alla politica che bisogna investire per creare lavoro. Lavoro dignitoso!”

Un invito ad un “lavoro decente per tutti” quindi, è, dunque, un imperativo al quale il nostro Paese non può sottrarsi e il sindacato italiano men che meno. I temi affrontati dal leader sindacale sono stati molteplici: dal lavoro decoroso alla crisi pandemica. “Pensavamo che i morti del COVID cambiassero tutto – ha proseguito Bombardieri e che nulla sarebbe stato più come prima. Invece il modello economico è sempre lo stesso sfruttamento e negazione dei diritti. Nonostante il COVID, nonostante la crisi, nonostante i morti….. nulla è cambiato e dove è successo è ancora peggio alla sicurezza del lavoro“. Il lavoro dignitoso è un diritto di tutti, purtroppo spesso questo diritto viene negato, perciò occorre che diventi la priorità assoluta, nella lotta per la giustizia economica e sociale, e che la crisi non deve servire da alibi per accrescere le disuguaglianze e soprattutto non ci siano più morti da contare. Un Paese dunque,  in questa fase attuale, da ricostruire  nella piena occupazione integrato  intorno alla tutela dei  diritti e valori inclusa la libertà, la democrazia, i diritti fondamentali, l’uguaglianza, lo sviluppo sostenibile, piena occupazione e lavoro decente, più dialogo sociale e che si garantisca  un’economia di successo che sostenga il progresso sociale e la protezione dell’occupazione,  dove spesso però questi diritti vengono quotidianamente ignorati, non riconosciuti, violati a cominciare dal primo e fondamentale: il diritto al rispetto della dignità personale. Si tratta di questioni importanti sulle quali il sindacato della Uil ha puntato l’attenzione.

“Costruiamo un futuro migliore, – ha proseguito Bombardieri – e se vogliamo farlo sul serio parliamo di qualità della vita,  di come superare il lavoro precario e lo sfruttamento, di come aumentare le tutele e i diritti per chi rischia di rimanere indietro, di come utilizziamo l’innovazione tecnologica per migliorare l’organizzazione del lavoro, di come conciliamo tempi di lavoro e tempi di vita, di come riduciamo l’orario di lavoro a parità di trattamento economico,  parliamo di partecipazione, noi continueremo a combattere”. Proprio in Italia, la crisi occupazionale presta il fianco al moltiplicarsi di situazioni discriminatorie, spesso illegali, con il ritorno alla violazione dei diritti dei lavoratori e la recrudescenza del lavoro in nero. Fenomeni di criminalità nelle zone svantaggiate del paese non giocano a favore di un lavoro dignitoso e la ricomparsa di forme di caporalato, assimilabili a vere e proprie manifestazioni di lavoro coatto e para-schiavistico, contribuiscono a creare situazioni di illegalità e, dunque, di violazione dei diritti fondamentali del lavoro e della dignità dell’uomo.

“Non basta l’attenzione solo nella giornata del lavoro – ha concluso Bombardieri –  siamo in attesa del confronto istituzionale sulle riforme previste nel recovery, ed in particolare sulla riforma fiscale, sulle pensioni, sul mezzogiorno, sulla sanità, sui giovani, sugli anziani, ed altre emergenze. Rivendichiamo questa attenzione tutti i giorni, rivendichiamo l’applicazione della nostra costituzione. L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Pertini disse che la Costituzione è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta”. In questo senso la resistenza continua”. Il panorama occupazionale, infatti,  non è omogeneo: presenta disparità territoriali preoccupanti con ancora il Sud come fanalino di coda della ripresa economica. Serve grande capacità delle parti sociali, sindacati, governi, e imprenditori di declinare lavoro e diritti, occupazione e tutele, inclusione e non discriminazione delle diversità nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della competitività del mercato del lavoro regolamentata e condivisa. Solo così si può raggiungere una crescita dell’occupazione in termini quantitativi e qualitativi: protezione sociale, raggiungimento degli standard europei in relazione alle condizioni di lavoro, di diritti sindacali e di salute e sicurezza. Per costruire finalmente scenari di intervento plausibili e strumenti di cambiamento praticabili e trovare, quindi, delle soluzioni catalizzanti, degli interventi strategici che riescano a dare degli impulsi e ad assicurare la base organizzativa, affinché si smuova e si ricompatti spontaneamente il groviglio delle risorse, delle energie, delle competenze.

di Enza Maria Agrusa

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