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Il drammatico quadro sul maltrattamento all’infanzia in Italia

Oggi, prima giornata della settimana dedicata all’infanzia e all’adolescenza (Childrens day’s), il Cesvi, organizzazione umanitaria fondata a Bergamo nel 1985, ha presentato la quarta edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, con il titolo “Il tempo della cura”.

Diviso in quattro parti (di cui una dedicata all’impatto che la pandemia Covid-19 ha prodotto sulla salute mentale delle famiglie, dei genitori e dei bambini costituendo nuovo fattore di rischio per il maltrattamento dei minori), il documento contiene un’indagine statistica che stima la vulnerabilità dei bambini rispetto al fenomeno del maltrattamento nelle diverse regioni italiane attraverso l’analisi dei fattori di rischio presenti sul territorio e della capacità di prevenire e contrastare il fenomeno tramite i servizi locali offerti.

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “il maltrattamento infantile, in alcuni casi definito come abuso infantile e trascuratezza, include tutte le forme di maltrattamento fisico ed emotivo, abuso sessuale, trascuratezza e sfruttamento che risulti in effettivo o potenziale danno per la salute, lo sviluppo o la dignità dei bambini”.

Si tratta di un fenomeno molto esteso, che spesso rimane sommerso, e che ha conseguenze drammatiche sulla personalità e la salute dei bambini e delle bambine.

Dal documento emerge un’Italia divisa in due: a Sud il rischio legato al maltrattamento è più alto e l’offerta di servizi sul territorio è carente (le ultime quattro posizioni sono occupate da Campania, Sicilia, Calabria e Puglia); a Nord vi è invece una maggiore capacità di fronteggiare il fenomeno (al primo posto il Trentino-Alto Adige, seguito da Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Umbria).

Con la pandemia Covid 19 la situazione generale di insofferenza e di stress è cresciuta e le condizioni di salute mentale delle persone sono peggiorate. Di conseguenza, sono in crescita i fattori di rischio di maltrattamento all’interno dei nuclei familiari in quanto sono aumentate  la conflittualità, la violenza contro le donne e la violenza assistita e subita dai minori. A pagarne le spese sono i più fragili, cioè bambini e adolescenti.

Infine, allo scopo di evitare che il trauma da Covid 19 accresca il fenomeno, il documento evidenzia l’importanza di un intervento multidimensionale di medio e lungo termine finalizzato al rafforzamento delle politiche per la prevenzione e il contrasto al maltrattamento, in particolare dei servizi territoriali alle famiglie e ai minori, e per la cura della salute mentale.

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