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Sicurezza alimentare, salve le sanzioni. E c’è l’impegno “anti-nutriscore”

Il deputato Federico Conte, dietro il collega N. Fratoianni

Ok anche ad un ulteriore provvedimento teso a salvaguardare il Made in Italy

Ritornano le sanzioni penali contravvenzionali e i principali illeciti amministrativi in materia di sicurezza alimentare relativi all’impiego, la vendita o la somministrazione di sostanze alimentari e bevande, che rischiavano di vedere l’abrogazione per via dell’entrata in vigore del decreto legislativo riguardante l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue in materia di controlli sugli animali e le merci provenienti dagli altri Stati membri dell’Unione.

La Camera dei deputati ha infatti approvato il disegno di legge che interviene sull’articolo 18 del decreto legislativo, ripristinando le sanzioni e sanando un vulnus che sarebbe stato molto importante: Federico Conte, di Liberi e Uguali, spiega infatti che “in tempi celeri siamo riusciti a ripristinare una disciplina che consente di rispondere alle richieste di maggiore controllo e tutela su un settore che appare cruciale tanto per l’economia del nostro Paese quanto per la salute pubblica”. Lo stesso Conte ha presentato però un ordine del giorno, a nome di tutta la commissione Giustizia, affinché venga istituito un tavolo tecnico per verificare le incompatibilità del dettato italiano con la normativa europea, ed evitare nuovi interventi d’urgenza: “La legge di riferimento” sulla sicurezza alimentare “è vecchia di 60 anni e occorre procedere a una lettura più moderna dei problemi del settore”.

Sorride anche Giorgia Meloni, per l’approvazione dell’ordine del giorno di Fratelli d’Italia che impegna il governo ad attivare in sede europea tutti gli strumenti utili per contrastare l’adozione del Nutri-Score, “il sistema di etichettatura a semaforo che penalizza i prodotti di alcune Nazioni, come l’Italia, per favorire quelli di altri Paesi. Difendiamo le nostre eccellenze” scrive la leader di Fdi. Si lamenta invece Carmela Bucalo, sempre di Fratelli d’Italia, che si è vista respingere la propria proposta: “Avevo presentato un ordine del giorno molto semplice, chiedendo di aumentare i controlli per evitare che ci fosse la produzione e la distribuzione di alimenti che fossero modificati. Un no è un no alla tutela della salute dei cittadini e un no alla salvaguardia del Made in Italy”.

G. Amorosi

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