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Un quadro drammatico: L’Italia è il Paese delle due morti bianche al giorno

A pochi giorni dalla morte di Luana, una giovane ragazza che ha perso la vita in provincia di Prato, mentre lavorava in una fabbrica, risucchiata da un macchinario – probabilmente privo di un adeguato sistema di arresto o non oggetto di una adeguata valutazione del rischio, forse per una colpa organizzativa o per una esigenza di risparmio – ci si torna a interrogare sulla effettività della tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e sull’importanza delle misure di prevenzione. Qualche giorno prima di lei, ad Alessandria, in un deposito Amazon, aveva ceduto una trave ferendo cinque lavoratori e uccidendone uno. Nelle stesse ore, nel porto di Taranto, un operaio era precipitato sulla banchina e, in provincia di Treviso, un altro era rimasto schiacciato da un’impalcatura. Qualche giorno dopo di Luana, un operaio, in provincia di Varese, è rimasto schiacciato dagli ingranaggi di una macchinario mentre lavorava.

Secondo il bollettino delle denunce di infortunio e malattie professionali dell’Inail, relativo al primo trimestre del 2021, sono state rilevate complessivamente 128.671 denunce di infortunio, l’1,71% in meno rispetto al primo trimestre del 2020. Con riferimento al genere, le denunce degli uomini sono diminuite rispetto all’anno precedente (da 81.203 a 77.121), mentre quelle delle donne sono aumentate (da 49.702 a 51.550).

Le denunce di infortunio con esito mortale, nel primo trimestre del 2021, sono state 185 (praticamente 2 persone al giorno), a fronte delle 166 denunce rilevate nell’analogo periodo del 2020. Con riferimento al genere, l’aumento riguarda sia la componente femminile, con 14 denunce a fronte delle 11 rilevate nell’analogo periodo dell’anno precedente, sia la componente maschile, con 171 denunce a fronte delle 155 rilevate nel 2020. Le morti sul lavoro dovute all’emergenza sanitaria da Covid-19, segnalate dall’inizio della pandemia, sono state 551, circa un terzo del totale dei decessi sul lavoro segnalati dall’Inail da gennaio 2020 (che sono pari a 1270).

Le denunce di malattie professionali sono state 13.583, meno rispetto all’analogo periodo del 2020 (pari a 14.101). Nel dettaglio, con riguardo al genere, si rilevano 191 denunce in meno per le donne (da 3.865 a 3.674) e 327 in meno per gli uomini (da 10.236 a 9.909). Nel periodo attuale di emergenza sanitaria, in cui a causa della pandemia le imprese hanno contenuto i costi a discapito anche della sicurezza, si torna a parlare dell’importanza della tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

La disciplina normativa è contenuta nel d.lgs. n. 81 del 2008 che, abrogando la precedente legge n. 626 del 1994, ha imposto degli specifici obblighi a carico dei dirigenti e dei datori di lavoro, quali, ad esempio, fornire dispositivi di protezione ai lavoratori; nominare un medico competente che si occupi della sorveglianza sanitaria; provvedere affinché possano accedere a zone pericolose solo i lavoratori che abbiano un addestramento specifico; informare immediatamente i lavoratori esposti a un pericolo grave; permettere ai lavoratori di effettuare la visita medica obbligatoria prevista dai piani di sorveglianza sanitaria; richiedere a tutti i lavoratori di rispettare le disposizioni aziendali e le norme vigenti relative all’igiene e alla sicurezza sul lavoro e imporre loro di utilizzare tutti i dispositivi e i mezzi di protezione, individuali e collettivi, a disposizione; adottare tutte le misure appropriate per tenere sotto controllo le situazioni di emergenza; avvisare i lavoratori di eventuali rischi a cui sono esposti; organizzare e predisporre il servizio di protezione e di prevenzione all’interno dell’unità  produttiva; formare e addestrare in maniera adeguata i dipendenti; permettere ai lavoratori di verificare che tutte le misure di protezione della salute siano applicate, anche attraverso i rappresentanti dei lavoratori.

In ottica preventiva, risulta di fondamentale importanza fornire ai lavoratori un’adeguata formazione e informazione sulla sicurezza. Al riguardo, il datore di lavoro è chiamato a dare ai propri lavoratori tutte le informazioni relative alle procedure concernenti l’evacuazione dal posti di lavoro, la lotta anti-incendio, il primo soccorso, i rischi per la loro sicurezza e per la loro salute.

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