Lavoro al centro del dibattito politico, con la maggioranza e il governo alle prese con lo stop al blocco dei licenziamenti. Stretti tra le richieste dei sindacati che chiedono una proroga generalizzata del divieto di licenziare fino al 31 ottobre, e quelle di Confindustria che spinge nella direzione opposta, l’esecutivo è alla ricerca di una mediazione, mentre i partiti che lo sostengono si muovono in ordine sparso.
Il Dl Sostegni ha già previsto un primo sblocco dei licenziamenti per le grandi imprese a partire dal primo luglio e il divieto di licenziare fino al 31 ottobre solo per le aziende piccole: solo chi non licenzia potrà continuare ad avvalersi della cassa integrazione agevolata fino al 31 dicembre. La mediazione alla quale sta lavorando Mario Draghi, secondo quanto emerge, è quella di uno sblocco selettivo.
Lo stesso ministro del Lavoro Andrea Orlando conferma che il governo è disponibile ad un intervento selettivo per la proroga del blocco dei licenziamenti. Il tema è stato al centro dell’incontro di ieri a palazzo Chigi tra Draghi e il leader della Lega, Matteo Salvini. E le posizioni delle forze politiche non sono univoche: Pd e Cinquestelle sono più vicini alle richieste dei sindacati, così come LeU, mentre nella Lega prevale la linea a sostegno di un blocco selettivo. Non il ritorno al blocco totale dunque, ma un intervento per salvaguardare i settori più esposti a questa fase della crisi.
Le preoccupazioni dei sindacati sullo sblocco dei licenziamenti “meritano la massima attenzione. Il governo ha costruito un percorso differenziato di superamento del blocco dei licenziamenti. una scelta condivisibile. Ma la ripresa economica è a macchia di leopardo. Ci sono interi settori che rimangono in profonda crisi. Tutelare al meglio chi ci lavora è indispensabile”, dice il responsabile economico dem, Antonio Misiani, spiegando di ritenere “necessario verificare fino in fondo ciò che è possibile fare per rafforzare gli strumenti di protezione sociale disponibili”, mentre per risolvere la questione dei tempi “l’unica strada è una iniziativa del governo, a valle del necessario confronto con le parti sociali”.
“Sblocchiamo i licenziamenti, e facciamo una norma specifica per i settori in crisi forte, con quote di Cig del 30, del 40 per cento. Tolti i lavoratori del tessile e poche altre categorie, io non credo che lo sblocco avrà un impatto così drammatico. Non è che se si toglie il divieto tutti licenzieranno”, dice il sottosegretario al ministero dell’Economia Claudio Durigon, in una intervista a La Repubblica.