Tregua armata nel Movimento Cinque Stelle dopo lo scontro delle settimane scorse tra Beppe Grillo e il leader in pectore dei pentastellati, Giuseppe Conte. I ‘Sette saggi’ del M5S sono a lavoro per provare a ricucire lo strappo e anche ieri sera si sono riuniti in videoconferenza per provare a cercare un’intesa su Statuto, codice etico e carta dei valori che possa avvicinare le posizioni del fondatore del Movimento e quelle dell’ex premier. La mediazione dei Sette, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Vito Crimi, Ettore Licheri, Stefano Patuanelli, Davide Crippa e Tiziana Beghin, proseguirà nei prossimi giorni e i tempi previsti non sono brevissimi. Resta alta intanto la tensione al Senato sul ddl Zan. La proposta di modifica al testo avanzata da Italia Viva è stata bocciata senza appello da Pd e Cinque Stelle, che accusano Iv di intelligenza con il nemico leghista e vedono nella mossa dei renziani un modo per affossare la legge. Ma Italia Viva contrattacca: “meglio un compromesso che nessuna legge”, dice IL leader di IV, Matteo Renzi. “La proposta di mediazione dei renziani è irricevibile. Non giochiamo sulla pelle delle persone per calcoli di tattica politica”, secondo Franco Mirabelli, vice presidente del Pd al Senato che sta seguendo il testo in Commissione Giustizia. “Io ancora non mi capacito che chi ha votato IL Ddl Zan alla Camera non possa farlo al Senato. E i renziani a Montecitorio lo hanno votato”.
“Le proposte di mediazione che Italia Viva ha presentato sono irricevibili – ripete il parlamentare del Pd – in particolare quella di togliere all’articolo uno la definizione di ‘identita’ di genere’. Significa non offrire alcuna protezione alle discriminazioni alle persone transgender”. Per Mirabelli proporre IL testo Scalfarotto significa “affossare la legge” perche “fu stoppato dalla Lega”. Lo stesso tono e’ usato dai parlamentari del M5S, secondo cui “gli emendamenti presentati da Italia Viva al ddl Zan suonano come un tentativo di affossare la legge. Pensare infatti di eliminare i termini ‘orientamento sessuale’ e ‘identita’ di genere’ e tornare alla definizione di omofobia e transfobia rischierebbe di farci compiere un altro passo indietro, come già accaduto in passato”.
I renziani si difendono e contrattaccano: il Ddl Zan “siamo gli unici a volerlo salvare. L’ipocrisia di chi urla sui social, ma sa che al Senato non ci sono i numeri e’ la vera garanzia dell’affossamento della legge”, dice in una intervista a Repubblica, lo stesso Matteo Renzi. “Se andiamo sotto su un emendamento a scrutinio segreto, questa legge è morta e ne riparliamo tra anni. E quanti ragazzi gay soffriranno per la mancanza di questa legge? Voglio evitare questo rischio”. Matteo Salvini intanto ripete che un accordo in Senato si può trovare “in cinque minuti” purchè il testo venga rivisto. “Rilancio la proposta: inaspriamo le pene per chi discrimina, odia e usa violenza contro ogni forma di amore. Ognuno è libero di amare, baciare e vivere la sua vita con chi vuole e come vuole, questo è fondamentale. Ma lasciamo in pace i bambini e non portiamo ideologie o gender nelle scuole, e soprattutto non mettiamo censure, reati o bavagli a chi difende l’idea di famiglia e di futuro fondate su mamme e papà”, dice il numero uno del carroccio. “Letta ormai è accecato dall’ideologia è cosi facendo danneggia anche gay e lesbiche che chiedono rispetto e tutela”, aggiunge. “Se non vuole ascoltare la Lega, – conclude Salvini – almeno ascolti gli appelli al buon senso che arrivano dal Santo Padre”. In mattinata Enrico Letta riunirà la segreteria del Pd: all’ordine del giorno il tesseramento e le Pmi, ma è molto probabile che IL tema venga affrontato dal gruppo dirigente Dem.
