Riforma della giustizia. Contro la riforma scendono in campo i pesi massimi della magistratura. Per il procuratore antimafia Cafiero De Raho: «Il contrasto alle mafie ne risulterebbe fortemente indebolito» mentre per il procuratore Gratteri «la riforma mina la sicurezza della Stato» (Lauria e Milella su Rep);
Riforma della giustizia 2. Ieri il Fatto ha insinuato che anche Mattarella nutra dei dubbi sulla riforma e oggi i corazzieri Marzio Breda (Cds) e Ugo Magri (St) vengono richiamati in servizio per smentire la bufala;
La guerra è guerra. Se prima Giorgia Meloni teneva a bagnomaria per otto mesi i deputati che chiedevano di passare con Fratelli d’Italia adesso le porte si apriranno più facilmente (Di Caro e Bozza sul Cds);
Anti-riciclaggio. Arriva l’Autorità europea antiriciclaggio. Iniziata la guerra diplomatica per l’assegnazione della sede: Italia in campo ma Francia e Germania ci provano sempre. Il vero competitor è la Slovacchia perché prima o poi ai Paesi dell’Est qualche Autorità bisogna assegnarla (Pucci sul Msg);
Opa ostile. Nascosto in un codicillo del nuovo statuto, Conte infiocchetta un bel pacco a Grillo: «Sono disciolti i gruppi locali e le formazioni locali auto-costituite». Tradotto: addio meet up, circoli e comitati cioè l’essenza del M5s, la «linfa vitale» di cui Grillo si nutriva. È un colpo pure ai notabili grillini, come Fico e Raggi, che fondano il loro potere proprio sull’organizzazione dei comitati (Ajello sul Msg);
Meglio mimetizzarsi. La Lega a Napoli non corre con il proprio simbolo ma sotto le insegne di «Noi per Napoli». Manfredi correrà con 13 liste mentre Maresca con 8/9. Manfredi ha più possibilità di ritrovarsi qualche impresentabile nelle liste (Pappalardo sul Matt).
