Il rischio Covid torna a incombere sulle Olimpiadi di Tokyo. Infatti, per la prima volta, la capitale giapponese ha superato per la prima volta la soglia di 3 mila nuovi casi in 24 ore (3.177 per l’esattezza). E un nuovo record di contagi è stato registrato anche a livello nazionale, cioè in tutto il Giappone: nelle ultime 24 ore sono stati oltre 9 mila. La variante Delta del nuovo coronavirus fa crescere i contagi dunque non solo nell’area metropolitana di Tokyo, ma anche in altre parti della nazione. Non solo: Il Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici ha da parte sua reso noto che sono 16 i nuovi casi collegati alle Olimpiadi, per un totale di 169 dal primo luglio.
Secondo l’agenzia di stampa nipponica Jiji, almeno 12 addetti alla sicurezza dei Giochi sono risultati positivi al coronavirus. Oltre a questi 12, ad altri 38 e’ stato richiesto di mettersi in rigoroso isolamento. Gli agenti, in tutto 50, sono circa la meta’ del team di un centinaio di uomini arrivati dalla provincia di Hyogo per garantire la sicurezza degli atleti nei loro alloggi. “In quanto abitante di Tokyo e organizzatore soffro per questa crescita di casi”, ha affermato in una conferenza stampa Il portavoce di Tokyo 2020, Masa Takaya. Dall’inizio dei Giochi diversi atleti non hanno potuto partecipare alla competizione perchè positivi. L’ultimo è stato l’atleta azzurro Bruno Rosetti, frettolosamente sostituito nella gara di canottaggio quattro senza maschile, nella quale l’Italia e’ riuscita comunque a ottenere Il bronzo. Il governatore di Tokyo Yuriko Koike ha aggiunto che Il virus si sta diffondendo rapidamente tra i giovani e alcuni di loro hanno sviluppato sintomi gravi, ma al contrario il numero di persone contagiate che hanno 65 o più anni è diminuito, probabilmente perchè hanno aderito in maniera prioritaria al programma di vaccinazione.
Alcuni atleti olandesi risultati positivi, fra cui la campionessa di skate Candy Jacobs, Il tennista Jean-Julien Rojer e la lottatrice di taekwondo Reshmie Oogink, si sono invece lamentati per le condizioni in cui si trovano in isolamento in albergo: “Siamo in una prigione olimpica”, hanno affermato in un video aggiungendo che non possono “prendere un pò d’aria perchè porte e finestre sono tutte chiuse, sempre, e questo non può andare bene”. Il gruppetto ha quindi deciso di protestare con un sit-in nella hall dell’hotel e dopo circa 8 ore e’ riuscito a ottenere l’accesso a una finestra aperta 15 minuti al giorno.
