Giustizia. Fomentato dal Fatto, Conte voleva sfruttare la questione giustizia per iniziare a sganciarsi dal governo (spinto dalla base e da tanti parlamentari) ma Draghi ha rifiutato l’appoggio esterno e costretto il Pd a schierarsi. Messo con le spalle al muro, Franceschini ha posto l’ultimatum a Conte: o approva la riforma o salta l’alleanza. Con un contentino sulla riforma, Conte salva la faccia e la riforma passa (Conti sul Msg);
Festa rimandata. Marea di vedove e vedovi da consolare fra i giornalisti: molti speravano nello strappo dei 5 stelle e conseguente governo Draghi più marcatamente di centrodestra con Letta defenestrato (e ripresa del potere degli ex (?) renziani). Franceschini e Letta rimandano la festa (ndr);
Intelligenti pauca. La presa di distanza di quasi tutti i magistrati nei confronti della riforma va interpretata come un accorto posizionamento in vista di un cataclisma in arrivo. Potrebbero venire alla luce delle malefatte e quindi per alcuni togati risulta conveniente mostrarsi ora alfieri della legalità a futura memoria (Mieli sul Cds);
GRA by night. Buzzi: «Sono stato condannato per sette turbative d’asta tutte uguali tranne per quella del CUP Lazio…». A breve si sposa: «Viaggio di nozze? A casa della mia condanna non posso lasciare Roma. Farò un bel giro sul raccordo anulare» (int. su Lib);
Forza Italia martoriata. Berlusconi tenta di blindare una casa in rovina e con la porta scassata: «Mi arrivano incredibili pretese dalle persone più inaspettate». Il problema è che ha scelto il fabbro sbagliato: la sua fidanzata Marta Fascina che non ricopre nessun ruolo nel partito (Labate sul Cds).
