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“Non possiamo sprecare l’opportunità del Pnrr”, la ricetta della Uil sul Mezzogiorno

Ph: Un mercato al centro di Catania

“Non possiamo sprecare la grande opportunità del Pnrr e delle ingenti risorse europee disponibili già nei prossimi mesi”.

Possiamo credere a un nuovo senso di responsabilità?

Il Mezzogiorno è un certamente territorio difficile, dove spesso il disprezzo della legalità, la paura come prevalente collante sociale, la vendetta come unico sentimento praticato, l’insicurezza come unica dimensione del vivere e l’uso della forza fanno da contraltare alla faticosa pratica democratica del confronto e della mediazione.  L’importante cifra del PNRR, spinge molti ad un ottimismo forse un pochino esagerato, paragonandolo ad una “manna dal cielo”, ad una panacea che sicuramente risolverà tutti i problemi del nostro tormentato Paese.

“In un momento critico per lo stato della situazione economica del Paese –  dichiara il segretario generale della Uil PierPaolo Bombardieri –, dobbiamo parlare di ripresa della lotta per il lavoro, per mantenere il lavoro di chi ce l’ha, per dare lavoro a chi non ce l’ha, per dare stabilità a chi vive la precarietà. E lottare per il lavoro significa lottare per lo sviluppo che non può più essere prerogativa di una sola metà del Paese”.

Figlio di questo sud e figlio di Oscar Bombardieri, importante dirigente politico del Partito socialista, stimato sindaco per oltre dieci anni di Gioiosa Ionica,  PierPaolo Bombardieri,  leader della Uil ritiene che oggi “non possiamo sprecare la grande opportunità del Pnrr e delle ingenti risorse europee che saranno disponibili già nei prossimi mesi”.

“Questo Sud-  afferma Bombardieri – ha profondamente bisogno di tornare alla legalità, tornare cioè a regole di comportamento chiare, condivise e valide per tutti, che antepongano il bene comune agli interessi particolari; all’applicazione anche coattiva di queste regole per evitare che solo gli onesti e i deboli vi si attengano mentre i forti e i furbi tranquillamente le evadono; all’efficienza delle strutture sociali che permettano a tutti l’attuazione dei propri diritti senza bisogno di privilegi particolari. Sappiamo che i passaggi legislativi di questi ultimi anni sono stati spesso il contrario di tutto questo: aumento delle leggi ‘particolaristiche’, a favore di qualcuno, e riduzione drastica di leggi “generali” a favore del bene comune, così come il massiccio ricorso ad amnistie e condoni. Il danno sociale,  come quello economico –  prosegue il segretario Bombardieri – è grave, ma noi vogliamo dare speranza a tutti quei giovani che vogliono restare e a tutte le persone perbene che vorrebbero lavorare e avere finalmente un riscatto”.

Volere lo sviluppo per il Paese e in particolare per il tormentato meridione, significa combattere per stroncare una criminalità organizzata, parassita delle risorse e degli sforzi di tanti cittadini e lavoratori onesti, che lo abitano. Significa riportare i frutti, enormi, di questo parassitismo nei canali della legalità economica, significa produrre sviluppo per tutti e non ricchezza per pochi, significa ricreare fiducia e volontà di nuovo impegno al posto della rassegnazione Questi presupposti sono fondamentali per quanto riguarda l’individuazione delle aree criminali nel Mezzogiorno e nelle isole. Il sindacato può e deve intervenire rinnovando le ragioni sociali ed economiche che influiscono sul nascere della criminalità come la miseria, la disoccupazione, il lavoro irregolare, il degrado umano.  Rafforzando la propria struttura organizzativa può, e deve, dare risposte al bisogno di solidarietà, di appartenenza, di comunanza, propria della storia del Mezzogiorno.

“Bisogna intervenire subito – ha dichiarato ancora il leader della Uil – sugli ammortizzatori sociali, bisogna ridurre il carico fiscale sul lavoro e sui redditi da lavoro dipendente e frenare questa emorragia di posti di lavoro. Per milioni di giovani, oggi, ci sono esigenze diverse da quelle dei loro padri ed aspettative dominate dall’incertezza del futuro a cui occorre dare risposte concrete. Risposte ancora da definire o da costruire affinché nessuno possa restare indietro. E se non abbiamo la consapevolezza” – continua Bombardieri – “che tutti insieme siamo legati allo stesso destino, che il benessere dell’uno non è necessariamente in conflitto con il benessere dell’altro, che anzi se cresciamo tutti cresce questo sud e cresce l’intero Paese, più e meglio, che se ci sentiamo una comunità,  cresce il senso della solidarietà  e del bene comune come scopo e obiettivo contribuendo a sviluppare il senso della coscienza civile, per diventare cittadini migliori in una Italia che si vota sempre di più al progresso”.

Incentivare lo sviluppo, investire in ricerca ed innovazione, in infrastrutture ed opere pubbliche. La creazione di buoni posti di lavoro dipenderà esclusivamente dall’attuazione di questa politica. A partire dalle analisi dei bisogni e delle opportunità, le forze sindacali, le amministrazioni locali e le forze imprenditoriali hanno individuato gli obiettivi per raggiungere un più alto livello di benessere ed un minore livello di disagio sociale. Bisogna sensibilizzare il contesto sociale, culturale, economico e politico attraverso un percorso comune di formazione e informazione. Occorre quindi, un vero Progetto per il Mezzogiorno, che fa della selezione dei problemi, il suo punto di forza e il suo elemento qualificante.

“Questa è la battaglia che bisogna combattere per lo sviluppo e per il lavoro,” conclude il segretario generale Bombardieri  –“noi vorremmo che il Sud diventasse una risorsa ed una opportunità per tutto il nostro Paese e vorremmo che questo primo passo compiuto dalle parti sociali fosse capace di trasformare le statiche potenzialità in dinamica concretezza. Ora sta al governo cogliere questa opportunità, e noi siamo qui per ricordargli che da soli non si va da nessuna parte. Negli ultimi mesi, come sindacato abbiamo letteralmente inondato il governo di proposte per risolvere i vari nodi della crisi del Paese. Proposte sul Mezzogiorno, sulla crisi industriale, sul costo della vita, sull’occupazione, sulla necessità di nuovi ammortizzatori sociali, sul welfare, sulla previdenza complementare.”

Tanti i tavoli di confronto quindi, sui quali, se ci fosse una reale volontà, sarebbe possibile trovare un’intesa per il bene del Paese. Tra i primi provvedimenti bisognerà certamente collocare, da un lato, la realizzazione di infrastrutture e, dall’altro, la definizione di una politica fiscale che incentivi le imprese a investire al Sud e che sia in grado di attirare capitali italiani ed esteri in questa parte del nostro Paese. A quanto pare però spesso ci si accorge che il Governo è occupato da altre questioni che purtroppo risultano interessanti solo per una minoranza di cittadini, mentre la maggioranza continua a difendere il potere d’acquisto dei loro esigui salari, il proprio posto di lavoro e la possibilità stessa di poter trovarne uno.

Ma siamo sicuri che in questo Governo, si sia fatto strada il principio di realtà, e soprattutto possiamo credere a un nuovo senso di responsabilità? Attendiamo i fatti.

Enza Maria Agrusa

 

 

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