Cerchiobottismo. Centrodestra maggioritario nel Paese ma poco credibile al governo delle città. Anche la vittoria del centrosinistra, però, creerà problemi al Pd: le fibrillazioni fra i grillini arriveranno fino al Nazareno (Folli su Rep non vuole dare soddisfazioni a Letta);
Certezza. C’è una sola certezza sulla partita per il Colle: con l’attacco frontale di ieri a tutti i leader della maggioranza, Prodi ha ufficialmente rinunciato al Quirinale (Cesaretti sul Gn);
Intelligenti pauca. Se Conte continua con i suoi toni felpati e allergici al conflitto, è già finito (Travaglio manda un pizzino a Conte attraverso Selvaggia Lucarelli);
Pnrr. Per l’ottenimento dei fondi mancano all’appello ancora 42 riforme (da preparare entro 30 gg) fra cui quelle su politiche del lavoro, disabilità, riforma universitaria, fisco, concorrenza, etc… (Fubini sul Cds);
Fisco sì, fisco no. La riforma del fisco non fa parte del Pnrr (Cottarelli su Rep contraddice Fubini);
Mps. Unicredit ha tirato troppo la corda (alzando le posta delle sue richieste) per farsi carico di MPS e quindi il governo valuta altre opzioni fra cui un intervento di Bper o di Generali. Salvini chiede la creazione di una banca nazionale che unisca Mps, Popolare di Bari, Carige e Mps (Paolucci su La St);
Libera nos a malo. Dopo il cardinale Burke, la destra clericale (italiana e internazionale), ha un nuovo idolo: Carlo Maria Viganò il quale scrive un manifesto, “Libera nos a malo“, in cui il male è identificato dai virologi e dai vaccini. Ma nel manifesto ce n’e per tutti (D’Esposito sul Ft);
Vinceremo. Giorgia Meloni va a Napoli ma non fa nessuna iniziativa con il candidato sindaco. Anche Salvini la settimana scorsa lo aveva snobbato. Rastrelli, coordinatore locale di FdI «A Maresca è mancata capacità di sintesi» (Di Giacomo sul Matt);
Se Atene piange. Pure La Verità attacca il candidato sindaco del centrodestra a Milano: «Bernardo, ora che hai trovato i soldi, puoi trovare un’idea?» (Giordano su La Ver);
Sicilia. Salvini avverte gli alleati: a Palermo e alla regione correranno candidati della Lega. A orchestrare il piano di delegittimazione di Musumeci è Nino Minardo, segretario regionale della Lega e papabile candidato. Musumeci ha il destino segnato: pure Meloni vuole mandarlo via e troverà un accordo con Salvini (Di Girolamo su Dom).
