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Elezioni amministrative di Roma: Quale futuro per la capitale con 22 candidati sindaco?

PIazza del Campidoglio, Roma, 6 ottobre 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il 3 e il 4 ottobre del 2021 si terranno le elezioni per il nuovo Sindaco di Roma. Vi sono 22 candidati sindaco e 39 liste. In caso di mancata elezione al primo turno elettorale, il ballottaggio verrà svolto il 17 e il 18 ottobre 2021. Tra i candidati più noti: Carlo Calenda, leader di Azione, Roberto Gualtieri, della coalizione di centrosinistra, Enrico Michetti, della coalizione di centrodestra, e la sindaca uscente Virginia Raggi, del Movimento 5 Stelle. Ma anche Monica Lozzi (Revoluzione civica), Fabiola Cenciotti (Il popolo della famiglia), Andrea Bernaudo (Liberisti italiani), Fabrizio Marrazzo (Partito Gay lgbt+), Micaela Quintavalle (Partito comunista), Cristina Cirillo (Pci), Margherita Corrado (Attiva Roma), Elisabetta Canitano (Potere al Popolo), Francesco Grisolia (Partito comunista dei lavoratori), Paolo Berdini (Roma ti riguarda), Rosario Trefiletti (Italia dei Valori), Luca Teodori (3V- Libertà verità), Sergio Iacomoni (Lista Nerone), Paolo Oronzo Magli (Movimento politico – Libertas), Carlo Priolo (Figli d’Italia – bambini nel mondo), Gianluca Gismondi (Mis – Movimento Sociale), Gilberto Trombetta (Riconquistare l’Italia) e Giuseppe Cirillo (Buone Maniere).

(Un fac simile della scheda elettorale che i romani troveranno in cabina)

Le problematiche legate all’amministrazione comunale sono molto complesse a Roma, capitale dell’Italia e comune più popoloso d’Italia. Se da una parte, infatti, la capitale offre i vantaggi della grande città – vanta un enorme e prezioso patrimonio storico e archeologico, bellezze monumentali, artistiche e culturali, il clima mite, la vicinanza con il mare e con il centro della cristianità, moltissime opportunità di studio, formazione e lavoro, impianti sportivi e grandi spazi verdi – dall’altra, soffre delle problematiche tipiche di una grande città cosmopolita, come, per esempio, il traffico, l’inquinamento ambientale e acustico, causati dall’enorme uso dei mezzi di trasporto, la difficile gestione dei trasporti pubblici, il degrado urbano soprattutto nelle zone periferiche, la criminalità organizzata, l’elevato numero degli incidenti stradali.

Drammatica a Roma è la situazione dei rifiuti in strada. E’ paradossale che una grande città come Roma non riesca a risolvere la problematica relativa alla gestione dei rifiuti, che oltre al degrado cittadino, produce pericoli ambientali e sanitari consistenti, che si traducono spesso in serie difficoltà di ordine pubblico e convivenza civile. La situazione delle strade, poi, molte delle quali dissestate, è raccapricciante e spesso causa incidenti anche mortali.

Si auspica, quindi, che dalle prossime elezioni scaturisca un’amministrazione comunale che faccia davvero ripartire Roma, in quanto la Capitale, come ha dichiarato la sindaca uscente Virginia Raggi in una intervista rilasciata pochi mesi fa, facendo un passo indietro sulla sua scelta di non presentare la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, “Roma è la città della ripartenza post-covid“. Fondamentale, dunque, oggi più che mai, in piena crisi post pandemia, è la realizzazione di una amministrazione efficiente della Capitale, che sappia risolvere i problemi effettivi con i quali i suoi cittadini fanno i conti tutti i giorni, anche al di là delle correnti politiche.

In questa direzione, peraltro, si pongono le diverse proposte e disegni di legge, ordinaria e costituzionale, attualmente all’esame del Parlamento, finalizzate a modificare l’ordinamento della città di Roma capitale, ad estenderne l’autonomia, a conferirle poteri speciali e ad attribuirle lo status di Regione, di modo che la funzione legislativa e quella esecutiva agiscano più celermente e in modo coordinato nel territorio, sulla scia della legge 42/09 (attuata con successivi decreti legislativi) che aveva già attribuito a Roma una speciale autonomia e specifiche funzioni amministrative in materia di beni culturali, protezione civile, sviluppo socio-economico, edilizia pubblica e privata, trasporto pubblico locale e mobilità. Le modifica alle disposizioni costituzionali e ordinarie sarebbero imposte dall’urgente necessità di definire un nuovo assetto istituzionale per la capitale d’Italia, area metropolitana con la maggior estensione territoriale in Italia, che implichi un ripensamento degli strumenti di governo democratico e che sia idoneo a fronteggiare le complesse problematiche – peraltro non prive di contraddizioni –  relative ad una grande area urbana a vocazione internazionale, quale è Roma, caratterizzata da intensi processi di concentrazione demografica e produttiva, consistenti fenomeni di immigrazione e globalizzazione e specifiche esigenze normative e finanziarie.

Silvia D’Oro

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