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Lega: Scoppia il caso droga per Luca Morisi

La citofonata di Matteo Salvini al presunto spacciatore del Pilastro, a Bologna, è diventata ormai una scena indelebile. Al punto che oggi, a oltre un anno e mezzo di distanza da quell’episodio (era gennaio 2020, piena campagna elettorale per le regionali in Emilia-Romagna), quell’immagine finisce per ritorcersi contro al leader della Lega. Alla notizia dell’inchiesta per droga a carico di Luca Morisi, ex spin doctor di Salvini per la comunicazione social, proprio su Facebook e affini è un fiorire di ‘meme’ e battute che ironizzano sul contrappasso dei leghisti. La frase ‘Scusi, lei spaccia?’, pronunciata dal leader del Carroccio quella sera al Pilastro, ricompare oggi (con tanto di foto in primo piano di Salvini al famoso citofono) carica di sarcasmo per l’inversione dei ruoli. A calcare la mano, oltre all’ormai immancabile cascata di ironia social, sono però anche gli avversari politici della Lega. Soprattutto gli ex alleati (nel Governo Conte I) dei 5 stelle. “Scagli la prima pietra chi è senza peccato- sferza la ministra Fabiana Dadone- mi chiedo se qualcuno citofonerà a casa di Salvini. Spero non succeda, perché le fragilità umane non devono essere oggetto di propaganda. Insieme possiamo affrontare nel merito ogni questione morale, senza che nessuno si senta superiore ad altri. La superiorità morale è una barzelletta. L’Italia aspetta risposte concrete, non propaganda”. Di tenore simile le dichiarazioni del senatore Pd Vincenzo D’Arienzo. “Chiunque sarà tentato di agire come facevano loro- afferma il dem- ma spero che nessuno citofoni a casa di Morisi, perché le fragilità umane non devono essere oggetto di propaganda, esattamente il contrario di quello che lui stesso proponeva e Salvini attuava”.

Sulla vicenda interviene anche il numero uno dell’M5s a Bologna, Massimo Bugani. “L’insegnamento che esce dalla giornata di oggi è che le persone più fragili vanno aiutate e non sbertucciate e umiliate con una citofonata- affonda il colpo il 5 stelle- la sicurezza è prima di tutto una questione di cultura, di solidarietà e di umanità, perchè se le persone stanno bene e sono meno fragili diminuiscono i reati e la delinquenza”. Secondo Bugani, dunque, oggi è “il giorno giusto per ribadire che il Pilastro è un importantissimo quartiere di Bologna. Pieno di energia, di bravissimi ragazzi e di onesti lavoratori, pieno di mamme e papà che fanno sacrifici ogni giorno per garantire un futuro ai propri figli, pieno di famiglie innamorate di Bologna e della parola ‘dignità'”.

Bugani ricorda anche di aver avuto “un negozio per 11 anni dentro al centro commerciale del Pilastro e ho conosciuto famiglie meravigliose. Anche al Pilastro però esistono persone con fragilità personali, esattamente come nel centro di Bologna, come nelle ville in collina e come in ogni angolo di mondo. Perchè la vita è difficile a ogni latitudine e i problemi e le sofferenze non colpiscono le persone in base al censo o alla dichiarazione dei redditi”.

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