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CULTURA

“ORO E COLORE”, Ottaviano Nelli a Gubbio | Fino al 9 gennaio 2022

Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio. Oro e colore nel cuore dell’Appennino

Gubbio apre la stagione delle mostre autunnali e rende omaggio ad Ottaviano Nelli,
con una mostra monografica dedicata ad uno dei massimi pittori più rappresentativi
del gotico internazionale. Significativa la ricostruzione di un grande polittico
francescano attualmente smembrato e conservato in cinque sedi tra Italia, Francia e
Stati Uniti. Per la prima volta viene presentato al pubblico nella sua integrità.
L’itinerario urbano completa la scoperta di Ottaviano Nelli a Gubbio, con la visita a
cicli di grandiose narrazioni.

L’arte caleidoscopica di Ottaviano Nelli è protagonista della mostra “Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio. Oro e colore nel cuore dell’Appennino”, allestita a Gubbio dal 23 settembre 2021 al 9 gennaio 2022. Ad ospitarla sono i due luoghi espositivi più emblematici della città, il Palazzo Ducale e il Palazzo dei Consoli. La mostra riunisce le opere più importanti del pittore eugubino Ottaviano Nelli, quali polittici, anconette e affreschi strappati e al contempo propone una lettura del legame profondo dell’artista con la città e il territorio di cui fu espressione massima nel suo tempo. L’esposizione, a cura di Andrea De Marchi e Maria Rita Silvestrelli, è promossa dalla Direzione Regionale Musei Umbria, il Comune di Gubbio, Palazzo Ducale di Gubbio e Palazzo dei Consoli con il contributo della Regione Umbria, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, la Diocesi di Gubbio, Gubbio Cultura e Multiservizi, il Festival del Medioevo e la Galleria Nazionale dell’Umbria. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura.

San Vincenzo Ferrer –1455 circa

Ottaviano di Martino Nelli (Gubbio, 1370 ca. – 1448-49) è l’artista più importante che la città di Gubbio abbia avuto e viene presentato al grande pubblico con una mostra monografica a lui dedicata. Formatosi nell’ambito della cultura tardogotica, seppe fondere la tradizione locale con elementi desunti dalla pittura lombarda e dalla miniatura francese, sviluppando un linguaggio personale vicino alle soluzioni di Lorenzo Salimbeni e di Gentile da Fabriano. A Gubbio, dove venne ripetutamente nominato console della città, fu a capo di un’attivissima bottega che esercitò una certa influenza in Umbria e nelle Marche. Tematica centrale della mostra, pertanto, è quel Quattrocento eugubino di cui Ottaviano Nelli fu protagonista indiscusso. Le splendide sale di Palazzo Ducale e Palazzo dei Consoli presentano alcune delle testimonianze qualitativamente più alte ed emblematiche della sua arte, con prestiti mirati provenienti da importanti istituzioni e collezioni private. La mostra si divide in due sezioni: a Palazzo Ducale “Ottaviano Nelli, pittore prezioso”, mentre a Palazzo dei Consoli è raccontato “Il lascito del Nelli a Gubbio”.

Ottaviano Nelli fu soprattutto pittore di affreschi, ma si potranno ammirare anche pale d’altare e dittici di devozione individuale. Il curatore Andrea De Marchi: «Pochi artisti sono rappresentativi della grande stagione del gotico internazionale come Ottaviano Nelli. Ebbe la capacità di farsi interprete del suo tempo, della sua gente e dei suoi paesi, di una borghesia mercantile ed artigiana in esuberante crisi di vitalità di cui lui era figlio. Fu vorace e quasi bulimico nell’assimilare spunti disparati e fin contrastanti, coniando un linguaggio loquace e multitasking, di facile presa e colorito, che condizionò a lungo i pittori che seguirono per quasi tutto il secolo. La forza pittorica di Ottaviano Nelli fu la capacità di attraversare i registri e mescolare i livelli, la musica degli angeli e il fortore degli stabbi, l’inno sacro e la mascherata irriverente, la tenerezza liliale delle sue Madonne e la crudezza del sangue a fiotti di martirii, la dolcezza malinconica e la volgarità compiaciuta. Ottaviano Nelli è un pittore dalla vena umoristica, a tratti perfino beffarda». La curatrice Maria Rita Silvestrelli: «La fortuna critica di Ottaviano Nelli ha preso avvio dalle corrispondenze private e dagli interessi dell’erudizione tardo settecentesca. Mano a mano il pittore si è aperto un varco nella storiografia artistica e suscitò nuove curiosità che andavano di pari passo con una crescente attenzione per la città di Gubbio. È stata una vera riscoperta quella di Ottaviano Nelli e questa mostra ne raccoglie tutta la fascinazione che continua ancora negli studi attuali. Nella sua semplicità, Ottaviano fu un grande narratore, infaticabile ideatore di scene tratte dalla vita quotidiana, riprodotte con garbo e immediatezza, ancorate a modelli arcaici e perenni, per questo in grado di dialogare anche oggi con una realtà in piena trasformazione e di continuare, v’è da crederlo, a raccogliere consensi». La mostra “Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio” è il punto di partenza per ricomporre in maniera efficace la vicenda di un artista dalla forte personalità. Una mostra preziosa che trasmetterà al visitatore il fascino della scoperta, dal punto di vista storico e artistico. Un omaggio unico a Gubbio e alla sua ricchezza culturale.

INTERVENTI ISTITUZIONALI Il Sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati: “Il Comune di Gubbio, in sintonia con gli uffici del Ministero della Cultura in Umbria e nelle Marche e dei Comuni e delle Diocesi di Gubbio e di Fabriano, in una logica di integrazione territoriale alla quale lavoriamo da tempo, si è fortemente impegnato per far sì che questa mostra non fosse una mera esposizione, ma un autentico momento di crescita culturale: anche per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno riportare definitivamente a Gubbio alcuni importanti frammenti di affreschi che il Nelli realizzò per Palazzo Beni, nel quartiere di San Martino, staccati alla fine dell’Ottocento e venduti al miglior offerente. Rispetto a un passato di spoliazioni, ruberie e alienazioni improvvide, abbiamo voluto riconquistare il patrimonio culturale, restituendolo al godimento pubblico. Sotto la guida autorevole e prestigiosa del Prof. Andrea De Marchi e della Prof.ssa Maria Rita Silvestrelli oltre dieci studiosi, tra cui alcuni giovani laureati e specializzandi in Storia dell’arte, hanno battuto per mesi le piste di Ottaviano Nelli, ricostruito il suo operato, percorso i suoi passi tanto negli archivi quanto all’interno di chiese, di cappelle, di oratori e di palazzi nobiliari. Hanno intercettato i mercanti d’arte, scovato antiquari, indagato sui collezionisti e seguito le traiettorie delle opere che lasciarono Gubbio tra Ottocento e Novecento. Il risultato di tale intenso, coinvolgente e minuzioso lavoro è questa mostra, all’insegna di un percorso culturale negli anni tanto auspicato e che ora, finalmente, grazie al sinergico impegno di Comune, Soprintendenze e Diocesi vede la luce”.

Marco Pierini, direttore della Direzione Regionale Musei Umbria: «La sinergia tra la Direzione Regionale Musei Umbria, con il suo Palazzo Ducale, e l’Amministrazione comunale, avviatasi nel 2018 grazie alla mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, si rinnova e rafforza oggi con questo evento espositivo. I due momenti rappresentano, infatti, le partizioni di uno stesso racconto al centro del quale è Gubbio. L’indagine conoscitiva della città e del suo territorio è declinata nel primo caso attraverso l’operosità di quei maestri che da Guido di Pietro, padre di Oderisi, tramandano il mestiere fino a Mello, il principale pittore eugubino del Trecento e, se la tradizione locale dovesse un giorno trovar riscontro documentario, nonno di Ottaviano di Martino. Protagonista assoluto di questo secondo capitolo, Ottaviano è al contempo testimone oculare dell’assopirsi delle libertà comunali, con l’arrivo di Antonio di Montefeltro nel 1384, e dell’affermazione di nuove élite negli apparati politico-amministrativi, di cui lui stesso è chiamato a far parte in più circostanze. Il 2022 vedrà rinnovarsi ancora una volta la sinergia tra Direzione Regionale Musei dell’Umbria e il Comune di Gubbio, con gli eventi dedicati a Federico da Montefeltro nel VI centenario della sua nascita».

OPERE IN MOSTRA Fulcro dell’esposizione a Palazzo Ducale è la ricostruzione integrale per la prima volta di un grande pentittico francescano attualmente smembrato e conservato in cinque sedi diverse tra Italia, Francia e Stati Uniti. Si compone centralmente della “Adorazione dei Magi”, proveniente dal Worcester Art Museum in Massachusetts, insieme con i pannelli laterali “Circoncisione di Gesù Bambino” e “Sposalizio mistico di San Francesco con la Povertà, accompagnata dall’Obbedienza e dalla Castità” dalla Pinacoteca dei Musei Vaticani, “San Girolamo nel deserto” dal Musée du petit Palais di Avignone, “Erode e Erodiade accusati da San Giovanni Battista” dalla Fondazione Roberto Longhi di Firenze e “Un’animula del Battista recata in cielo da due angeli” (nota solo da fotografie). È la riscoperta di un vero gioiello, ricomposto nel suo aspetto originario ed esposto nella città per la quale l’opera fu creata, grazie ai prestiti straordinari. Restituisce un pentittico dalla sagoma semplice, ma bizzarro nell’accostamento di scene narrative così diverse e con scale proporzionali eterogenee. Sempre a Palazzo Ducale sarà presentato al pubblico per la prima volta il trittico acquistato dallo Stato italiano proprio nel 2021 per la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e firmato dal pittore orvietano Cola Petruccioli, uno dei maggiori punti di riferimento per la formazione di Ottaviano Nelli alla fine del Trecento. Insieme con Petruccioli, anche il senese Taddeo di Bartolo con “Madonna col Bambino e quattro angeli musicanti” sempre dalla Galleria Nazionale dell’Umbria. A Palazzo dei Consoli sarà mostrato il contesto artistico e l’ambiente di Ottaviano Nelli, con l’eugubino Jacopo Bedi, e gli affreschi profani di Palazzo Beni, oggi riacquistati dal Comune di Gubbio proprio in occasione di questa mostra. Un notevole lavoro scientifico ha accompagnato la produzione e realizzazione della mostra di Ottaviano Nelli a Gubbio. A completare l’esposizione è un approfondito catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, una vera e propria monografia con la raccolta sistematica di tutte le opere realizzate dal Nelli tra Umbria e Marche nell’arco della sua ampia produzione. «Questa mostra – sottolineano i curatori – non ha che la pretesa di porre solidi prolegomeni per una monografia davvero esaustiva su questo pittore così ricco di sfaccettature e così rappresentativo, e al tempo stesso di attirare l’attenzione su dipinti e contesti che reclamano di essere a loro volta restaurati e salvati, così da mettere in moto altri studi e nuove rivelazioni».

LE SEDI DI MOSTRA Palazzo Ducale Unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale, sorge di fronte al Duomo ed è frutto dell’ampliamento e della trasformazione di un nucleo di edifici medievali. Venne costruito a partire dal 1476 per volere di Federico di Montefeltro, su disegno di Francesco di Giorgio Martini da Siena. L’opera fu compiuta sotto il figlio Guidobaldo. Il palazzo si distingue per la finezza architettonica e la ricercatezza delle decorazioni. Nelle sale interne, corredate ancora di alcuni originari arredi, è esposta un’interessante raccolta di opere d’arte che illustrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra XIII e XVIII secolo. La visita al Palazzo prosegue con la pregevole copia dello “studiolo” di Federico da Montefeltro, rivestito di pannelli intarsiati (l’originale dell’opera si trova al Metropolitan Museum di New York). A piano terreno è possibile accedere all’area scavata al di sotto del cortile, dove vi sono vestigia delle preesistenti strutture medievali. Completa la visita una sezione, ricavata nei piani alti del Palazzo, dedicata alla opere vincitrici della Biennale d’Arte Contemporanea di Gubbio; vi figurano lavori di Leoncillo, Pomodoro, Castellani. Palazzo dei Consoli Costituisce, con il complesso di Piazza Grande e Palazzo del Podestà, una tra le più maestose e ardite realizzazioni urbanistiche medievali. Testimonia la grandiosità del progetto politico e istituzionale del Libero Comune di Gubbio. La costruzione del complesso monumentale, nato come nuovo centro politico e simbolo della città e del territorio, viene decretata tra il 1321 e il 1322. Alla metà del Trecento le strutture principali dovevano essere pressoché completate. L’antico palazzo di governo fu destinato ad ospitare le principali magistrature ed istituti del Libero Comune di Gubbio: il Consiglio generale del Popolo, i Consoli e il Gonfaloniere di Giustizia oltre al Capitano del Popolo e al Connestabile a capo dei 24 armati incaricati della guardia del palazzo. Dal 1909 le sale di Palazzo dei Consoli ospitano le collezioni del Museo Civico. La raccolta museale, allestita su diversi piani, illustra la storia e la cultura locale dalla preistoria al XX secolo.

ITINERARIO URBANO Ottaviano Nelli visse ed operò a lungo. Ogni angolo di Gubbio conserva tracce della sua instancabile operosità. Per questo il percorso espositivo prosegue all’esterno e si connette al contesto urbano per un unico itinerario di visita con cicli spettacolari di grandiose narrazioni nellesche. In particolare gli affreschi in Santa Maria Nuova, la “Madonna del Belvedere” dalla bellezza commovente e manifesto del gotico internazionale e la solenne “Crocefissione”. La scoperta di Nelli prosegue in Sant’Agostino, Santa Maria della Piaggiola, San Francesco, Fraternita dei Laici (o dei Bianchi), San Domenico e canonica di San Secondo (cappella Panfili di Jacopo Bedi). Crowdfunding per san Domenico. La mostra vuole essere l’occasione anche per attirare l’attenzione su vari affreschi in cinque cappelle di San Domenico, che devono essere salvati dallo stato di evidente degrado in cui versano. Per questa necessità urgente è stata lanciata una sottoscrizione in favore dei restauri in San Domenico a cui si potrà partecipare, presto avviati grazie al contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia.

I curatori della mostra Andrea De Marchi e Maria Rita Silvestrelli

ITINERARIO TRA UMBRIA E MARCHE La mostra, inoltre, suggerisce itinerari transappenninici sulle tracce di Ottaviano Nelli. In Umbria verso le vicine Umbertide e Città di Castello, verso Perugia, Palazzo Trinci a Foligno o l’oratorio di Santa Maria della Piaggiola a Fossato di Vico; nelle Marche toccando luoghi come San Domenico a Fano, gli oratori di San Gaetano e della Madonna dell’Homo a Urbino. La mostra di Gubbio, infine, propone un collegamento con la parallela mostra “Allegretto Nuzi a Fabriano. Oro e colore nel cuore dell’Appennino”, a cura di Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, promossa dal Comune di Fabriano e visitabile dal 14 ottobre 2021 al 31 gennaio 2022. I due eventi espositivi, congiunti idealmente dallo stesso sottotitolo, intendono mostrare come l’arte del Trecento e del Quattrocento, con Allegretto Nuzi e Ottaviano Nelli, unisse a filo doppio i due versanti dell’Appennino, fra Marche e Umbria, al di là delle attuali ripartizioni amministrative regionali. Al contempo nasce da un gemellaggio fra Gubbio e Fabriano, da una parte, e Avignone dall’altra. Nel Trecento i maestri cartai fabrianesi lavoravano per la corte papale ad Avignone, nel secondo Ottocento un nucleo importantissimo di dipinti umbri e marchigiani approdò in Francia con la vendita della collezione romana del marchese Giampietro Campana. Dagli anni settanta del secolo scorso la collezione è ospitata al Musée du Petit Palais di Avignone, da cui provengono alcune opere esposte.

RICOSTRUZIONI DIGITALI Oltre all’esposizione delle opere, la mostra “Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio” è stata l’occasione per realizzare alcune ricostruzioni attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, che hanno restituito elementi o complessi perduti. In particolare l’indagine riservata alla “Madonna del Belvedere” ha permesso di rilevare un’iscrizione quasi totalmente svanita e di restituire il nome inedito del committente di questo capolavoro assoluto di Ottaviano Nelli. Si tratta del tintore Antonio di Mucciolo, appartenuto alla borghesia emergente di Gubbio, che si ipotizza avesse dedicato questa opera sontuosa alla giovane moglie scomparsa. Altra ricostruzione da segnalare è quella realizzata per un ambiente ipogeo nella sede della Fraternita dei Laici a Gubbio, in collaborazione con il dipartimento DIDA dell’Università di Firenze. Sono stati oggetto di un rilievo laser scanner gli affreschi staccati di un seguace di Nelli, Domenico di Cecco, i quali interpretano il mondo di devozione teatrale da lauda di tradizione jacoponica.

COORDINATE MOSTRA Titolo: “Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio. Oro e colore nel cuore dell’Appennino” Sedi: Palazzo Ducale e Palazzo dei Consoli – Gubbio Data: 23 settembre 2021 – 9 gennaio 2022 Orari di apertura: Aperture straordinarie in occasione del Festival del Medioevo: 23 settembre dalle 20 alle 23; 24 e 25 settembre dalle 10 alle 23. Dal 26 settembre al 1 novembre tutti i giorni dalle 10 alle 18.30; dal 2 novembre al 30 novembre tutti i giorni 10-18 dal lunedì al giovedì, 10-18.30 venerdì, sabato e domenica; dal 1 dicembre al 9 gennaio 2022 tutti i giorni 10-18.30. Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura. Saranno previste aperture straordinarie in occasione di eventi e festività. Biglietto unico Mostra + Musei: Intero € 10; ridotto A € 6 (cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 ed i 25 anni; gruppi di almeno 15 unità; possessori biglietto della Galleria Nazionale delle Marche; possessori del biglietto di almeno uno dei musei della rete METU, Passaggio a Nord Est; ridotto B € 3 (ragazzi tra 6 e 18 anni). È possibile acquistare il biglietto online sul sito di mostra > www.mostranelligubbio.it. Per informazioni: Ufficio IAT Gubbio tel. 075 9220693 – info@iat.gubbio.pg.it – uffstampa: press@sarastangoni.it.

[L’elenco delle opere]

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